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Festival delle Storie: Valle di Comino dal 23-27 Agosto

Festival delle Storie: Valle di Comino dal 23-27 Agosto

Dal 23 al 27 Agosto 2017 torna il Festival delle Storie per far vivere la magia dei racconti di attori, scrittori, cantautori, filosofi, musicisti, giornalisti, scienziati, imprenditori, registi, sceneggiatori, artisti, intellettuali, italiani e stranieri, nel palcoscenico naturale della Valle di Comino, immersa nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. E’ un festival itinerante che racconta una storia fatta di storie. Un viaggio attraverso piazze medievali, vicoli, castelli, conventi, ville ottocentesche e roccaforti.

Il Festival delle Storie è l’idea di portare la cultura nelle piazze, nelle strade, in spazi storici da recuperare come castelli, conventi, ville ottocentesche, roccaforti. Non una cultura chiusa, non una cultura per pochi. Lo strumento sono le storie. Storie personali, storie da non dimenticare, storie piccole e grandi, di viaggi e di memoria, di una sola persona o di un popolo, storie di idee, di imprese, di fallimenti, di vittorie, di sconfitte, di amori, di amicizie.

Programma e informazioni

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23 AGOSTO 2017 - ALVITO

Apertura del Festival delle Storie 2017 – I personaggi fantastici dell’Appennino
10.30 – Piazza Marconi
Cinque carte per cinque giorni e cinque canzoni. La valle sullo sfondo ma il canovaccio sono sempre i personaggi dei nostri tarocchi, rivisti, ridisegnati e portati sulla scena. Questa volta si parla dell’invisibile e dell’improbabile. Sono i misteri e la tradizione fantastica dell’Appenino. Eccoli: Anguana, la ninfa delle acque, Babalot, lo spirito dei boschi, Janara, la strega, il lupo mannaro, il lato selvaggio della vita e Babbaceglie, l’elfo di casa. Le acque sono la memoria, i boschi la paura, le streghe la seduzione, il lato selvaggio è l’io, la casa siamo noi e gli altri.


Quelli del liceo classico
11.30 – Piazza Marconi
In questi tempi incerti c’è sempre qualcuno che ritiene inutile o fuori tempo studiare il greco e il latino. Qui vi raccontiamo perché il liceo classico non è un modello culturale vecchio ma ti permette di affrontare il futuro con uno sguardo più ricco e profondo. Michele Napolitano con “Il liceo classico: qualche idea per il futuro” e Miska Ruggeri con “Giù le mani dal liceo classico”. Un confronto a due con Alessandro Giuli, direttore del settimanale “Tempi” come arbitro e suggeritore.

 

Divenire, dalla Dolce Vita ai mitici anni ‘80. Moda, musica e danza raccontano la storia
18.00 – Convento di San Nicola
Il “Divenire” nasce dall’idea di far rivivere il passato attraverso uno spettacolo suggestivo e dinamico. Protagonista indiscussa è la musica che guida lo spettatore lungo il viaggio nel tempo. Verranno riproposti i grandi successi musicali, le danze e le mode che hanno scandito le varie epoche. La terza edizione, curata da Natascia Sambucci e Arianna Ruggeri, è dedicata agli anni della Dolce Vita, agli anni di Piombo e ai mitici anni ’80. Con una nota di nostalgia la musica racconterà i tre decenni più significativi della storia italiana, assolutamente diversi tra loro ma uniti dal fatto di essere il preludio di un grande cambiamento storico.

 

Straniero in terra straniera
19.00 – Piazza Umberto I
Le storie arrivano da lontano, qualche volta dal mare oppure da est e si fermano davanti a un semaforo. Forse ha ragione Walt Whitman: “Straniero, se passando m’incontri e vorresti parlarmi, perché non dovresti parlarmi? E perché non dovrei io parlare a te?”. Fabio Rocco Oliva racconta “La canzone dei migranti”, dal Mediterraneo all’Aspromonte, speranza, azzardo e disillusione. Veronica Tomassini, con “L’altro addio”, svela ciò che spesso preferiamo non vedere: chi vive volontariamente ai margini, in un’Italia sotterranea, fatta di ponti, metrò e parchi pubblici. Una vita che attraversa e abita tante altre vite. Modera Ivano Porpora.

Ogni motore ha un’anima
20.00 – Piazza Umberto I
Come andare più veloci della propria vita, per lasciarsi alle spalle i ricordi e quello che sei. L’adrenalina di chi sfida la morte. “Pizza Marconi” è un cortometraggio prodotto da CinemAlfa e Father & Son. La regia è di Maurizio Matteo Merli. Andrea e Massimo, due amici che lottano per arrivare a fine giornata si arrabattano lavorando nella pizzeria di Erminio, padre di Andrea. Vediamo una Roma anni ‘90, auto veloci e corse clandestine sono lo sfondo di una storia che ricorderà ai due ragazzi, sospesi tra sogno e realtà, una verità dolorosa. Il magico mondo degli alfisti raccontato da Daniele De Rosa e Ivan Scelsa. Modera David Duszynski.

Narratela. Vittorio De Sica, mio padre
21.00 – Piazza Umberto I
Emi De Sica racconta suo padre. E’ come entrare nel mondo di una leggenda del cinema non solo attraverso i suoi film, ma nei ricordi della vita quotidiana e di famiglia. «Più invecchio più sono come lui. Peccato che alla mia età non c’era già più». Ci sono anche le lettere dal set, quelle raccolte nel libro: “Cara Emi, sono le 5 del mattino…”. Ci sono il lessico familiare e le ricette di famiglia. «È ora di pranzo e papà non sapeva cucinare. Però in cucina e pontificava: i broccoletti vanno saltati a crudo. Non credo di averli mai preparati diversamente».

 

L’etrusco uccide ancora
22.00 - Piazza Umberto I
Nel 1972 Armando Crispino, specialista del cinema di serie B, dirige “l’Etrusco uccide ancora”, un horror all’italiana ambientato tra Spoleto, Cerveteri, Tarquinia, Frascati e Montefiascone, dove vengono uccise giovani coppie seguendo il macabro rituale delle tombe etrusche. Un film terrificante, incubo ricorrente nelle notti insonne di un ragazzino torinese. Qualcosa che riemerge a distanza di oltre quarant’anni, occasione per ritornare sulla grande stagione del cinema italiano di genere, in un dialogo tra l’ex ragazzino, Luca Beatrice divenuto nel frattempo critico d’arte (ma laureatosi in storia del cinema) e lo scrittore Fabio Genovesi, che di questi film sa tutto, e di cui a settembre uscirà il nuovo romanzo “Il mare dove non si tocca”.

Storia della canzone d’autore: un percorso socio culturale sulla canzone italiana 1950-2017
23.00 - Piazza Umberto I
Massimo Germini, storico della canzone d’autore italiana nonché da molti anni ormai musicista e collaboratore di Roberto Vecchioni, accompagna il pubblico in un variegato viaggio storico-musicale dei nostri ultimi 60 anni. I suoi interventi verranno illustrati da brani musicali eseguiti con la sua chitarra che accompagna voce di Helena Hellwig. Da “Vecchio frack” di Domenico Modugno ai giorni nostri; ovvero, da Genova a Milano, da Bologna a Roma.

Defaticamento live: storie di Mezzanotte
24.00 - Piazza Umberto I
Volete vivere il dopo Festival delle Storie in diretta? Questa è l’occasione buona. Edoardo Inglese e David Duszynski come impareggiabili maestri di scena. Chiacchiere in libertà con gli ospiti della giornata e interventi estemporanei del pubblico. Non c’è una trama precisa, ma solo un canovaccio. Questa sera, ancora di più, si racconta a soggetto.

 

24 AGOSTO 2017 - ALVITO

CIBI diVERSI®: ma chi l’ha detto che i cibi non possono parlare? Ossia Storia di un Salumiere
10.30 - Piazza Marconi
“Quel ramo del lago di Como…” Siamo sinceri, chi non ha mai pensato: «No, il Manzoni noooo!» Ma la letteratura è davvero noiosa? Secondo Vittorio Valenta, il Salumiere Matto del negozio Banco 29-CIBI diVERSI® di Novara, no! Lui la ama e la condivide con i clienti infilando, tra una fetta di crudo e una di pecorino, i piccikini: foglietti con citazioni classiche che lui condisce con i suoi commenti irriverenti. Carlo Petrini ha scritto su la Repubblica “La sua vita sembra una favola”: ascoltiamola!

 

Narratela. Un salto nel buio, storie di vita e di sport
11.30 - Piazza Marconi
Giacomo Crosa alle Olimpiadi di Città del Messico ha sfidato Dick Fosbury. E’ arrivato sesto e tuttora è il miglior piazzamento di una saltatore in alto maschile ai Giochi. Poi ha scelto il giornalismo e è diventato uno dei volti più famosi di Mediaset. Le storie dello sport narrate da chi le conosce da molto vicino. I retroscena, gli incontri le amicizie, le sorprese raccontate all’ora dell’aperitivo come si fa tra amici al bar.

 Una mappa ti salverà
17.00 - Porta del Lago, Castello di Alvito
Non sono semplici guide, ma un modo per ritrovarsi e riconoscersi. Qui presentiamo “Iam, l’anomala guida della Ciociaria” e “Il punto” rivista-libro dedicata ad Avito.

Orrori di famiglia
18.00 -Porta del Lago, Castello di Alvito
Lev Tolstoj in Anna Karenina: tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo. Ecco allora due storie che hanno a che fare con la famiglia, storie di vite andate al macero e che, con freddezza, ricostruiscono i pezzi di una tragedia. Marcello Introna racconta un delitto dimenticato. Bari, 27 maggio del 1956. Franco Percoco uccide i due genitori e il fratello, preso da un raptus di follia. Edoardo Zambelli va alla ricerca di se stesso, di quell’antagonista che chiamiamo “io” e si interroga sulla morte di Erika. Con David Duszynski

Fuori dal borgo
19.00 - Porta del Lago, Castello di Alvito
Parliamo delle nostre paure, quelle che ci portiamo dietro da bambini. Due romanzi. “Il giro del miele” di Sandro Campani è un duello scandito dalle tacche su una bottiglia di grappa e mette in gioco l’amor che dura e quello che si perde, gli errori dei padri e dei figli e il peso specifico di ciascun essere umano. Sullo sfondo una presenza che si aggira per i boschi, forse la lince di cui si sussurra in paese. “Il cortile di pietra” di Francesco Formaggi racconta l’orrore che si nasconde nell’Italia del dopoguerra dentro un convento di suore. Il protagonista è Pietro, un bambino di sei anni, che cerca di sopravvivere a un inferno chiamato collegio.

La memoria perduta
20.00 - (Porta del Lago, Castello di Alvito)
Carlo Blundo ha passato la sua vita a studiare e contrastare l’ Alzheimer, malattia che purtroppo sembra incarnare lo spirito di questo nuovo secolo. Tutto quello che c’è da sapere sul morbo che ci strappa via il passato. Pierdante Piccioni è un medico che nel 2013, a causa di una lesione alla corteccia cerebrale ha perso la memoria. Dodici anni inghiottiti in un buco nero. Da lì è ripartito con fatica, tra depressione e rabbia, e ha combattuto con tenacia per riconquistare la propria vita, i propri affetti, il proprio posto nel mondo. Lui, il dottor Amnesia, ora è di nuovo un primario di pronto soccorso e racconta quell’emporio della salute chiamato ospedale.

Orlando nel castello di Atlante
21.00 -  (Porta del Lago, Castello di Alvito)
Nel 1975 la Rai trasmette in cinque puntate L’Orlando Furioso, la regia è di Luca Ronconi. Sergio Nicolai è uno degli attori di quella strabiliante avventura culturale. Adesso ci porta nel meraviglioso mondo di Lodovico Ariosto e di quel capolavoro epico che dopo 501 anni non ha mai smesso di stupire.

Le ombre dell’orco
22.00 - (Porta del Lago, Castello di Alvito)
Come nelle favole, ma questa volta l’orco sembra più reale e vive in mezzo a noi. Paola Barbato in “Non ti faccio niente” racconta cosa sia la paura per una madre; cosa sia stata per lei negli anni ’80, da bambina; cosa sia oggi, verso le persone “immateriali” che ci circondano e verso l’imprevisto che non possiamo e non potremo mai controllare. Divier Nelli ci porta nel “Giorno degli orchi”, per raccontare il lato oscuro dei nostri figli, in un mondo dove reale e virtuale non hanno più confini definiti.

Mediterraneo, musica e parole della Marsiglia di Jean-Claude Izzo (Porta del Lago, Castello di Alvito)
23.00 - Porta del Lago, Castello di Alvito
“Marsiglia, porta d’Oriente. Altro luogo. Avventura, sogno. I Marsigliesi non amano i viaggi. Tutti li credono marinai, avventurieri, con padri e nonni che hanno fatto il giro del mondo, almeno una volta. Al massimo, sono stati fino a Niolo, o a Cap Croisette. Nelle famiglie borghesi, il mare era proibito ai bambini. Il porto permetteva gli affari, ma il mare era sporco. Da lì veniva il vizio. E la peste. Appena arrivava la bella stagione ci si spostava a vivere all’interno. Aix e la sua campagna, i mas e le bastide. Il mare veniva lasciato ai poveri”. Lo spettacolo di Stefania Nardini ricrea il mondo malinconico ma senza tristezza di Izzo, le sue donne, i suoi amori, una vita vissuta fino all’ultimo respiro, con lo sguardo di chi ha raccontato sogni e sconfitte di un’umanità che cade ma non si arrende. Con John Massa (sax), Patrick Cascino (tastiere), Mouna Boutchebak (voce).

 

25 AGOSTO 2017 - PICINISCO

Picinisco on My Mind
Ore 11.00 – Terrazza del bar Kiss Kiss due
Il seducente richiamo delle radici, ispezionate, studiate da lontano. Il racconto di chi è partito, come Carlo Pirozzi – The Wandering Minstral, autobiografia di Eugenio D’Agostino. I ricordi diventano parole e le parole si riuniscono nel dizionario di Vittorio Fabrizio. Le parole formano una lingua che è una lingua nuova, quella dei migranti, come ce la racconta Anne Pia con il suo “Language of my Choosing”. Tante facce dello stesso paese, tanti personaggi, come Ernesto Capocci, astronomo e scrittore, raccontato da Floriana Giannetti.

Giallo alla romana
18.00 – Terrazza del bar Kiss Kiss due
C’è un giallo alla romana e ce lo raccontano tre scrittori; Marta Poggi ( “Il cantiere di Bucaville”) ci porta nel quartiere-mondo di Bucavilla, borgata romana immaginaria, dove sono tutti affollati intorno all’ultimo fattaccio: un morto nel nuovo cantiere, volato in fondo a una buca sovrumana destinata a diventare un parcheggio colossale. Poi c’è una città in decadenza al centro di un intrigo internazionale, nelle pagine de “Il logista”, romanzo di Federica Fantozzi. Una corsa contro il tempo e un unico indizio: il disegno di uno scorpione dorato. E poi un parroco trovato incaprettato nella sua canonica, una ballerina di un night sparita nel nulla, una squadra di calcio che perde per pagarsi lo stipendio, un cronista indolente che non sa come impiegare il proprio tempo…tutto questo in Finis Terrae, romanzo di Gian Luca Campagna. E in regia a smistare parole e canzoni un giornalista di pura schiatta romana, l’uomo di Casalbertone, Stefano Liburdi.

Radiolivres. Quello che il vangelo non dice
19.00 – Terrazza del bar Kiss Kiss due
Miriam D’Ambrosio ci racconta la storia di Fanuel, viandante, pescatore che sa scrivere, il figlio di una prostituta e di Giuda Iscariota, traditore di amici. Perché non importa chi sia tuo padre, cosa abbia fatto, cosa il mondo pensi di lui. Prima o poi, dovrai perdonarlo per trovare te stesso. E sulle sue tracce di San Giovanni ci porta Eleonora Mazzoni con il suo “la testa sul tuo petto”, raccontandocelo in una nuova veste, intima e familiare, l’apostolo dell’Apocalisse.

Bim Bum Bam
20.00 – Piazza Capocci
Mascotte di Italia 1, Uan è stato il fenomeno della TV dei negli anni 80. Vincitore di due Telegatti, spalla di Paolo Bonolis, Licia Colò e Manuela Blanchard. Enrico Valenti, papà dello storico pupazzo, membro del mitico Gruppo 80, ci racconta la nascita e i primi passi in tv, anche se di Uan non abbiamo mai visto i piedi.

Dove va a finire il cielo
21.00 – Piazza Capocci
Cosa hanno in comune il fantasy e l’astrofisica? La risposta è Licia Troisi che per anni ha scritto fantasy di notte e fatto l’astrofisico di giorno. E al Festival smette di parlare di maghi, draghi e mezzelfi, per raccontarci nane bianche e sistemi binari. Modera Massimo Veronese.

La carta coperta
22.00 – Piazza Capocci
Un ospite a sorpresa che verrà svelato alla vigilia del Festival delle Storie

Pentadramma. Cinque donne da melodramma
23.00 - Piazza Capocci
Cesidio Iacobone, Angela Nicoli e i Quintetto Figaro ci cantano e raccontano cinque tipi di donna, Zerlina (Don Giovanni), Rosina (Il barbiere di Siviglia), Carmen, Azucena (Il trovatore), Hanna Glavari (La vedova allegra). L’Opera ci ha regalato figure femminili eterne che hanno condizionato l’immaginario non solo dell’Ottocento ma anche dei secoli a seguire.

 

26 AGOSTO 2017 - ATINA

Delitti a spasso nel tempo
11.00 – Casa Museo Acadèmie Vitti, Via Sode 180
Un manoscritto misterioso, che racchiude un segreto dirompente e dunque pericolosissimo; quelle pagine custodiscono infatti un segreto capace di far crollare le fondamenta stesse della fede. Giulio Leoni ci appassiona con un intrigo trecentesco che ha come protagonista Dante Alighieri. Anche il commissario Flavio Bertone, uscito dalla penna di Fabio Bussotti, si imbatte in un mistero intriso di storia, dove tra vecchi suicidi e frati scomparsi la Verità si nasconde in un celebre quadro di Giovanni Bellini.

Ho incontrato Caino
12.00 – Casa Museo Acadèmie Vitti, Via Sode 180
Il lupo mannaro è il doppio, il bene e il male che convivono, che lottano ferocemente condividendo lo stesso spazio vitale. Così, “doppia”, è la vita dei pentiti della n’drangheta come ce la racconta chi questi tormenti li ascolta e li vive tutti i giorni. Don Marcello Cozzi ci porta a conoscere Caino. Anche lui ha diritto ad una seconda occasione. Modera Michele Pizzuti.

Indomiti e indomite
17.00 – Cortile del Palazzo Ducale
Si parla di velocità, di motori roboanti e di alta società con Luca Malin, graphic designer appassionato di auto d’epoca e di vite straordinarie, e Cristina Roccatani, nipote di Attilio Roccatani, pioniere del motociclismo, che ha consumato gomme e asfalto insieme ai più grandi. Si ricorderanno le leggende delle due ruote e si racconterà la storia della Baronessa Avanzo, straordinaria pilota in corsa tra gli uomini della Mille Miglia. Al volante Massimo Veronese e, sullo sfondo, un raduno di moto storiche.

O come Odissea
18.00 – Cortile del Palazzo Ducale
Nicola Manuppelli e Claudio Marinaccio. Musiche: Claudio Sanfilippo. O come Omero, come Odisseo, come Olimpo e delle storie che risalgono a tanto tempo fa, quando non c’era ancora la scrittura, e i racconti si tramandavano oralmente, diventando qualcosa di mobile, fluttuante, una storia che si rinnovava di giorno in giorno. C’erano grandi incontri pubblici e gli aedi raccontavano di Ulisse, Achille, Telemaco ma anche del loro mondo. le storie erano la memoria. La “Storia” cambiava tramutata dalla fantasia. E gli aedi erano come cantanti rock, con formule e cover e versioni “live” che si aggiornavano in continuazione. Poi queste storie sono diventati libri e tutto è stato come “ingabbiato”.

Il cigno nero. Storia vera di un cacciatore di cattivi
19.00 – Cortile del Palazzo Ducale
Chi è il Comandante Alfa? È una soleggiata mattina di primavera del 1977 quando il carabiniere paracadutista che tutti chiamano il Cigno viene convocato nell’ufficio del suo colonnello. Qualcosa di molto importante sta per succedere, qualcosa che cambierà per sempre la sua vita. Il colonnello comunica a lui e ad altri quattro compagni che entreranno a far parte di un nuovo reparto di élite, il Gruppo di intervento speciale dell’Arma dei Carabinieri. Un reparto, più conosciuto con l’acronimo GIS, circondato allora come oggi dalla più assoluta segretezza. A trent’anni da quel momento il Cigno (nel frattempo ribattezzato dai suoi uomini Comandante Alfa) ripercorre i momenti cruciali della sua lunga carriera: l’intervento nel carcere di Trani, dove i detenuti in rivolta tenevano in ostaggio dieci agenti della polizia carceraria; la liberazione della piccola Patrizia Tacchella, rapita nel 1990 a soli 8 anni; l’attentato contro le forze italiane a Nassiriya nel 2003, dove persero la vita alcuni fra i suoi più cari amici e colleghi. Con il direttore de “Il Tempo” Gian Marco Chiocci.

Una generazione scomparsa. Argentina ‘78
20.00 – Cortile del Palazzo Ducale
Daniele Biacchessi racconta il mondiale dei desaparecidos. È il 25 giugno 1978. A Buenos Aires, Estadio Monumentai, va in scena Argentina-Olanda, finale dei mondiali di calcio. Il clima è surriscaldato, perché la nazionale Argentina vuole vincere a tutti i costi e non può sbagliare. A poche centinaia di metri dallo stadio di Buenos Aires, in Avenida del Libertador 8151, anche gli aguzzini dell’Escuela de Mecánica, uno dei centri di tortura del regime, esultano e abbracciano le loro vittime agonizzanti. Per una sera almeno, dai cieli dell’Argentina, cadono solo coriandoli e festoni, e non corpi di donne e uomini lanciati dai portelloni degli aerei verso le acque nere e minacciose dell’oceano. Il giorno dopo riprenderanno puntuali e precisi i voli della morte.

Narratela. La filosofia spiegata con le serie tv
21.00 – Cortile del Palazzo Ducale
Tommaso Ariemma, un professore giovane e intraprendente, ha scoperto e testato un nuovo modo di insegnare la filosofia. Da alcuni anni infatti invita i suoi studenti a scovare l’imperativo categorico di Kant fra i sopravvissuti e i rottami dell’isola di Lost. Oppure per ragionare sull’oscuro assioma di Parmenide (“l’essere è e non può non essere”) chiede di ascoltare con orecchie nuove i dialoghi fra i due investigatori di True Detective. La filosofia spiegata con le serie tv è un metodo originale e acuto di far conoscere i grandi pensatori del passato.

La carta coperta
22.00 – Cortile del Palazzo Ducale
Un ospite a sorpresa che verrà svelato alla vigilia del Festival delle Storie

Segni e simboli sulla carta e sulla pelle
22.00 – Cortile del Palazzo Ducale
Si dice che i tatuaggi siano storie scritte sulla pelle, indelebili, che sfidano il tempo e la morte. Come i libri. E così un tatuatore diventa amanuense, il corpo la sua pergamena. Due arti antichissime a confronto, a raccontarcene i segreti Malleus, che ha fondato la scuola di calligrafia più grande d’Europa, e Alle Tatoo, maestro tatuatore. A moderare l’incontro di questi due mondi il pluritatuato Amlo.

Defaticamento live: storie al di là della Mezzanotte
22.00 – Cortile del Palazzo Ducale
Volete vivere il dopo Festival delle Storie in diretta? Questa è l’occasione buona. Edoardo Inglese e David Duszynski come impareggiabili maestri di scena. Chiacchiere in libertà con gli ospiti della giornata e interventi estemporanei del pubblico. Non c’è una trama precisa, ma solo un canovaccio. Questa sera, ancora di più, si racconta a soggetto. Con la partecipazione straordinaria di Maurizio D’Armetta e i suoi “pizzini” orali.

 

27 AGOSTO 2017 - CASALVIERI (Borgo Castellone)

L’amore che fanno i poeti

11.00 – Borgo Castellone
Qui si parla d’amore e a confrontarsi sono due poeti. Uno, Lorenzo Cioce che ci racconta frammenti, dettagli sfuggenti di una società di uomini e donne che si inseguono e si perdono, non senza una sottile ironia, delicata e pungente. L’altro, l’attore poeta Valerio Di Benedetto, ci regala una parentesi sentimentale in versi, senza mai cadere nel sentimentalismo. Ritratti di vite osservate da una giusta e consolante distanza, sempre in cerca di una trionfante e amorosa pienezza.

Aperitivo all’assenzio, con Rimbaud
12.00 – Borgo Castellone
«Attento, lettore: subire il fascino di Rimbaud provoca un entusiasmo spossante». Jamie James lo sa e ci avverte, e lo sa anche Fabrizio Ottaviani che ha curato questa “indagine” della pagina più oscura della vita del poeta: il viaggio a Giava. Nella tarda primavera del 1876 si arruolA nell’esercito coloniale olandese ma diserta due mesi dopo. Del periodo della diserzione Rimbaud non scrive lettere né lascia tracce di sé, scava un buco nero. James prova a riempirlo. Ma attenzione! Se abbassi troppo la guardia Rimbaud ti azzanna, se la alzi troppo, ti sfugge.

Cantastorie. Musica e parole degli anni ‘40
16.00 – Borgo Castellone
Italia, anni della “transizione” (1943-45). Nel clima cupo che aleggia sul Nord Italia durante il periodo di Salò, la radio, oltre a veicolare informazioni, vuole essere anche fonte di svago con i suoi programmi di intrattenimento e di musica. E le due dimensioni sono legate a doppio filo nella propaganda di guerra. Gioachino Lanotte canta e racconta le storie del Ventennio. I canali ufficiali, le stazioni parallele, le false emittenti clandestine, le singole testate dedicate a temi specifici dell’info-propaganda, le radio collaborazioniste, fino alle significative esperienze di radiodiffusione partigiana, le quali cercano di opporsi al poderoso apparato nazifascista anche sul terreno della propaganda.

Palloncini
17.30 – Osteria del tempo perso
Joseph Di Rezze e Fiorella Taricone. Balloons è un docu-corto che tratta il rapporto tra i palloncini a casalvieri, la condizione lavorativa femminile degli anni ’50 nella provincia italiana ed i palloncini l’arte e il cinema. Scritto e diretto da Joseph Di Rezze con la partecipazione dell’attrice romana di origine casalvierane Livia Antonelli. Riprese fatte da Pwca Lab. di Marco Bracaglia. Musiche a cura del cantautore casalvierano Aldo Iacobelli in arte DOLA, e dei chitarristi Emilio Quaglieri e Luca Marini, parti attive del Collettivo Casalvierano di Radio Waste.

I dieci peggio
18.30 – Largo Municipio
Amleto de Silva, in arte Amlo, ci regala una piccola carrellata di decaloghi che, partendo da stereotipi sociali, comportamentali, commerciali e culturali, scava sotto la superficie, per arrivare al nostro bisogno di essere confortati dall’apparenza che sappiamo dare di noi stessi e di cui amiamo circondarci.

Dante e Shakespeare: rime baciate, acari, ululati e tacchi a spillo
19.30 – Largo Municipio
Vittorio Valenta. Quali erano il vero volto e la voce di Dante? Come andarono davvero le cose tra Paolo e Francesca prima che lui li schiaffasse all’Inferno? Quando Shakespeare si arrabbiava come una scimmia, che parolacce usava? Affronteremo la moda nella Divina Commedia: tendenze, colori e accessori indossati per noi da Beatrice. Scopriremo che Dante ha scopiazzato il pop anni ’80 e il rap del 2000! … O forse il pop e il rap hanno copiato da lui… Va be’, il risultato non cambia: The Show Must Go On! E, visto che parliamo inglese, cantiamo pure God Save The Queen, perché sarà con noi l’immarcescibile Elisabetta II, la regina dai cappellini più buffi dell’universo!

Radiolivres. Le ombre dell’amore
21.00 – Largo Municipio
Solo la letteratura riesce forse a rendere i chiaroscuri della vita. Il sardo-bolognese Marcello Fois, con “Del dirsi addio”, e il viadanese Ivano Porpora con “Nudi come siamo stati”. Narratori delle molteplici relazioni a due, in tutte le declinazioni dell’amore, diversamente reciproche: omosessuale, maschio-femmina, marito-moglie, padre-figlio, madre-figlio, fratello-fratello. Ci si può dire addio? Si può conservare metodicamente il dolore? Ci si può donare totalmente, restando veramente nudi l’uno di fronte all’altro?

Narratela. Vite oltre lo schermo
22.00 – Piazza San Rocco
Due attori e le loro esperienze tra il cinema, il palcoscenico e la televisione. Veronica Pivetti racconta in “Mai all’altezza” di una casa andata in fumo, di un’infanzia funestata dalle cattive ragazze, di una vita costellata di grandi e piccoli traumi, di incontri con una serie di personaggi bizzarri, meschini, improponibili, o semplicemente ridicoli. Ma che racconta anche come dalle macerie si possa ricostruire. Giorgio Gobbi, alias Ricciotto, fedele servitore di Onofrio Del Grillo nella grandiosa opera cinematografica di Mario Monicelli “Il marchese del Grillo“, inizio di un percorso artistico ricco e appassionato. È diretto da Ozpeteck, Ricky Tognazzi, recita con Clooney , con Proietti e anche con Bruce Willis.

Da un’America all’altra ci vuole un secondo
23.00 – Piazza San Rocco
Claudio Sanfilippo. Qualche volta basta disegnare una linea di musica e parole per viaggiare da Faulkner a Amado o da Bob Dylan fino a Gilberto Gil. Con l’idea che le Americhe sono un miraggio al di là dell’Oceano che racchiudono tutti i mondi possibili e quando li attraversi riscopri anche qualcosa di te, della tua terra e di quello che sei. Perché bisogna andare lontano per ritrovare quello che hai perduto. Ogni valle, perfino la tua, è sempre un punto di vista.

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