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Vacanze in Ciociaria 2021 - Idee, Viaggi e Soggiorni

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La Ciociaria di San Benedetto

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Date : Saturday, 21 September 2019

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Abbazie

Monastery of St. Scolastica

Monastero di Santa Scolastica

Il monastero di Santa Scolastica è l’unico  dei 12 monasteri  fondati da San Benedetto con il nome di San Silvestro ad essere sopravvissuto ai terremoti e alle distruzioni saracene. Dal XIV secolo prese il nome attuale e dal 1465 i due chierici tedeschi A. Pannartz e C. Sweynheym, vi impiantarono la prima tipografia italiana, che arricchì la Biblioteca, già esistente, di incunaboli e di libri di grande valore.

Il complesso si presenta come un insieme di edifici costruiti in epoche e stili diversi: un ingresso, sul quale figura la scritta "Ora et Labora", con strutture del XX secolo, introduce nel primo chiostro o "Chiostro Rinascimentale" (XVI sec.), dal quale si passa in un secondo chiostro o "Chiostro Gotico" del secolo XIV ed, infine, in un terzo, detto "Chiostro Cosmatesco", del secolo XIII. Il Campanile è del XII secolo e la Chiesa attuale è della fine del 1700, l'ultima di ben cinque chiese stratificatesi lungo i secoli. 

La Biblioteca è oggi situata sul lato nord del Chiostro Gotico, mentre il Refettorio si trova nel lato ovest del Chiostro Cosmatesco, un tempo sormontato dal Dormitorio.

 

Monastero di Santa Scolastica

 

Monastery of St. Benedict

Monastero di San Benedetto o del Sacro Speco

Il Sacro Speco è un complesso di grande suggestione formato da due chiese sovrapposte e da diverse cappelle che, come detto da Pio II, si aggrappano  come un nido di rondini, a strapiombo al Monte Taleo. Si entra al monastero attraversando una stretta galleria  abbellita da affreschi della prima metà  XVI della scuola del Perugino.
La chiesa superiore consta di due diversi ambienti, il primo con volta a crociera e costoloni e l’altro romanico. Il primo ambiente presenta raffinati affreschi di scuola senese che raffigurano storie della vita di Gesù: in particolare spicca, nella parete di fronte l’ingresso, la  monumentale scena della Crocefissione che avviene al cospetto delle Pie donne e da una folla estranea alla tragedia. Nel secondo ambiente della chiesa superiore  si trovano le  pitture di scuola umbro - marchigiana  con storie della vita di San Benedetto, del principio del XV sec.

Si scende nella chiesa inferiore completamente affrescata da pittori  della  scuola romano benedettina, tra i quali Magister Conxolus al quale spetta la “Madonna col Bambino tra due Angeli” dipinta nella piccola abside di sinistra. Sulle pareti laterali si sviluppa un ciclo di affreschi le cui scene narrano episodi salienti della vita del Santo. Alla fine della prima rampa di scale  si trova l’ingresso al Sacro Speco, la grotta dove il giovane Benedetto visse per  tre anni, come ricordato  dalla statua dello scultore Raggi (1657).

Salendo  una suggestiva scala a chiocciola, scavata nella roccia, si raggiunge la Cappella di San Gregorio dove si trova il celebre affresco di San Francesco d’Assisi rappresentato senza stimmate  e aureola, dipinto perciò quando il Santo era ancora in vita. Scendendo la Scala Santa s‘incontrano la Cappella della Vergine le cui pareti sono affrescate da pitture di scuola senese, la grotta dei Pastori e si raggiunge il roseto dove San Benedetto vinse la tentazione della carne.

 

Monastero di San Benedetto o del Sacro Speco

Abbey of St. Domenico

Abbazia di San Domenico a Sora

The foundation of the Abbey of S. Domenico dates back to 1011. In 1030 the son of Rainerio, Pietro il Maggiore, Lord Steward and Governor of Sora and Arpino, donated the abbey, along with other gifts, to the Benedictine monk Domenico di Foligno (St. Dominic, 951-1031). The monastic complex stands where the paternal villa of Cicero was located, statim, near the confluence of the rivers Liri and Fibreno. Today, the abbey exhibits a somewhat sober façade with three entrances and an attractive central rose-window. The jambs of the left door and the left hand jamb of the portal are consist of coarse rectangular blocks, in limestone, which probably embellished the vaulted rooms of Cicero's villa. A semicircular marble slab, of Greek origin, rests over the main portal.

The right jamb of the portal, made of a limestone block embellished by bas-reliefs with floral decorations and rustic scenes, probably served once as an architrave in an old villa. Internally, the church is divided in three aisles bounded by a double row of pillars which enclose the columns of the original church. The crypt is similar to an oratory or small chapel with three aisles divided by 16 columns in differing style. The fifth column is of great interest since it consists of a Roman milestone dating from the period of Emperor Marcus Aurelius (306-312 AD). Tradition relates the crypt to the death of St. Dominic, who is said to have died just beside one of these columns (not identifiable), after having been laid on a bed of ashes, in accordance with Benedictine custom. The mortal remains of St. Dominic are interred within the altar of the crypt.

 
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Fossanova Abbey

Abbazia di Fossanova

Nel comune di Priverno, nell’omonimo borgo sulla SS. Marittima in direzione Terracina, si trova la celebre Abbazia di Fossanova, ritenuta il più puro esempio di costruzione cistercense in Italia. Nel 1187 i monaci cistercensi iniziarono i lavori dell’abbazia facendo scomparire il modesto edificio benedettino esistente. La chiesa fu consacrata nel 1208, intorno allo splendido chiostro, in modo concentrico, furono costruiti la chiesa, la sala capitolare, i dormitori dei monaci, il refettorio, la cucina e il dormitorio per i conversi; di poco separati da questo complesso abbiamo il cimitero dei monaci, la foresteria e l’infermeria.

Possiamo affermare che i maestri costruttori, attenendosi scrupolosamente a un preciso ordine urbanistico ed ad una razionale misura architettonica, hanno ottenuto risultati così straordinari da essere da modello e scuola a tutte le altre costruzioni della zona. Il chiostro, di forma quadrangolare, ha tre lati di stile romanico e uno di stile gotico. Una lunga teoria di elaborate colonnine binate, che sorreggono archetti a tutto sesto, scandisce in modo armonico gli spazi. Un’attenzione particolare merita la complessa varietà di stili, intagli e bassorilievi delle colonnine. Ce ne sono lisce e tortili, intagliate e decorate, di stile cosmatesco, stile romanico e stile gotico.

La chiesa, costruita tutta con pietra calcarea locale, esternamente è caratterizzata da un ampio e luminoso rosone, formato da ben 24 colonnine geminate che poggiano su un cerchio più piccolo e da un monumentale portale fortemente strombato. Nel timpano troviamo “l’oculus”, di grandi dimensioni, quasi una rosa. La facciata, realizzata con perfetta alternanza di superfici piane e di cavità, di parti piene e di zone vuote, di linee rette e di curve, ottiene ottimi risultati dal punto di vista figurativo.

Sul corpo esterno della chiesa domina il tiburio, a due piani ed a pianta ottagonale: è un rifacimento posteriore, in quanto l’originario andò distrutto nel 1595 a causa di un fulmine. Esso è posto all’incrocio della navata centrale con il transetto e assume anche la funzione di torre campanaria. L’interno della chiesa è a pianta latina,con tre navate, tagliate perpendicolarmente dal transetto. Sette coppie di robusti pilastri scandiscono le campate.

Le navatelle laterali, molto più piccole della navata centrale, presentano archi a doppia ghiera e grandi pilastri, che occupano notevolmente il già ristretto spazio.

L’interno, completamente privo di decorazioni, tranne pochi resti di affreschi del XIV secolo, da un senso di armonia e di equilibrio, in quanto le varie componenti architettoniche sono state concepite secondo un rigido principio delle proporzioni: la lunghezza della chiesa corrisponde a tre volte la larghezza; è uguale a quattro volte la larghezza del transetto e a quattro volte la larghezza della navata centrale, più la larghezza di una navatella laterale.

I pilastri formati da grossi blocchi sagomati di calcare presentano delle semicolonne pensili con mensole coniche, che proiettandosi in alto sorreggono i robusti archi e le crociere. A lato del chiostro, in una posizione più bassa, si trova la sala capitolare.

Essa, a pianta quadrata, presenta la volta a crociere, ben evidenziate da robusti costoloni. Al centro della sala abbiamo due pilastri a fasce, sui quali vanno a scaricarsi le volte. La sala è illuminata verso il chiostro da una semplice porta e da due belle finestre bifore con colonnine binate. Tale sala fu ricostruita intorno al 1250, secondo lo stile detto “gotico fiorito”.

Il refettorio, edificato di fronte al lato gotico del chiostro, è a pianta rettangolare, diviso in sei campate da cinque archi a sesto acuto. Esso presenta, addossato alla parete di destra, un interessante pulpito per il monaco lettore, inserito in una delle due arcate della parete.

In una piccola cella dell’adiacente foresteria abitò e morì San Tommaso d’Aquino nel 1274.

(testo tratto da www.comune.priverno.latina.it)

 


The Carthusian Monastery of Trisulti

 Abbazia Trisulti

Under the rocky ridge of Rotonaria Mount, within the green of the forests which surround it, arises the Charterhouse of Trisulti. Its origins go back to the year 1OOO, when, the Benedictine monk St. Dominick of Foligno founded a monastery dedicated to St. Bartholomew. This place of wild beauty and solitude was already place of hermits, as the mystic grotto of the Madonna delle Cese testifies.

By the will of Pope Innocence III from Anagni, in 1204 the abbey and its treasures went to the Carthusians who overlooked the construction of a new monastery in compliance with their life and monastic rules. The cenoby is an organic complex of buildings, paths and gardens in a small square that looks over a wooded gulf. On this square we find an old Guest-rooms in Romanesque Gothic style called "the Palace of Innocence III", who loved to sojourn here. Today  place is seat of an important library. Close to it rises the Abbey dedicated to St. Bartholomew. Worked over in the course of the centuries, it is in 18th century style with a neo-classical façade.

The inner nave is divided by a wall into two parts: one for the lay brothers and one for the Fathers;  both are noteworthy  for their wooden choirs. One can admire the paintings of Filippo Balbi, while the barrel vault is decorated with frescoes by Giuseppe Caci. The treasure of the Certosa is the Pharmacy, set up in a little building: the garden before it, characterized by box-tree hedges, was once a botanical garden. The pharmacy was built in the 18th century, but the monks of the Charterhouse have always picked on the mountains herbs used to prepare medicaments, unguents, spices and stored in vases of majolica clay. One can still admire them well exhibited in one of the two delicious rooms. The Pharmacy was frescoed in Pompeiian style by G. Manco, according to the taste of the end of the 8th century, strongly influenced by the finding of Pompeii and Herculaneum.

The adjacent small sitting-room was frescoed by Balbi, who describes it as follows: ”On the right hand side there is a small sitting-room that is a real masterpiece. Therein, what you see is my work: furnishings, engravings, decorations, drawings, paintings, all. I warn you not to take your hat off, as many have already done, before that painting on the opposite wall, which seems to come smiling towards you as a living person. His name was Fra’ Benedetto Ricciardi” (Friar Benedetto Ricciardi was the pharmacy’s director until 1863, the year of his death). Since 1947 the Certosa of Trisulti has been inhabited by the Cistercian monks of the Abbey of Casamari, who take care of it.

Abbazia di Trisulti
 

 

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