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Palazzo Castrucci ad Alvito

Palazzo Castrucci ad Alvito

CARATTERISTICHE
int world Dove si Trova: ALVITO (Fr) - Via San Giovanni, 7
int world Stanze: 5+ (8 camere da letto, 25 altri), 3+ bagni, cucina abitabile
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Superficie: 976 m²
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Prezzo: € 330.000

CONTATTI:
int world Telefono: 3297770903
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DESCRIZIONE:
Palazzo storico in vendita ad Alvito (fR)

Importante palazzo nobile del 1200 di mq 975 su tre livelli con annesso giardino interno al piano primo e terrazzo panoramico al piano terzo. Situato in centro storico alla via San Giovanni, in prossimità del palazzo ducale oggi sede del municipio, questo bellissimo palazzo è così composto: al piano terra sono presenti, oltre l’androne d’ingresso, vani con diversa destinazione catastale tipo, cantine, depositi e legnaie, che anche se con destinazione catastale tipo sono allo stato attuale molto ben conservati e rifiniti.
Nel primo piano sono presenti altri 10 vani con 4 bagni; il primo piano è concepito per un utilizzo abitativo nel quale sono presenti, la cucina, la dispensa, uno studio, un salone con camino, due camere da letto, due bagni, una dress room, il giardino posizionato nel retro del palazzo ed infine la bellissima loggia decorata con archi. Il questo livello sono presenti le utenze, anche se gli impianti allo stato attuale non sono certificati e sono da adeguare alle attuali normative di legge.  Il piano secondo è quello “nobile” perché allora era adibito per i ricevimenti grazie alle sue grandi sale. Otto grandi vani , tre bagni, un cortile interno, un piccolo terrazzo. Questo piano allo stato attuale non ha impianti termici ma solo elettrici anch’essi da adeguare alle attuali normative di legge. Da questo piano è raggiungibile il bellissimo e grande terrazzo con due soffitte al piano terzo nel quale è possibile ammirare l’incantevole panorama sulla vallata e sul centro storico di Alvito.

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La struttura, di epoca tardo rinascimentale, forma una logica prosecuzione dell’adiacente palazzo Ducale appartenuto ai Gallio (oggi sede del Municipio). Si dice infatti che in quel luogo si trovassero le pertinenze a servizio dell’appartamento del governatore. Questo palazzo fu abitato, a partire dalla fine del 1200, da una diramazione della nobile famiglia Castrucci e precisamente da Marco Petruccio, che qui trovò l’esilio nel 1329 da Lucca a seguito dell’esito delle guerre tra Guelfi e Ghibellini. Marco Petruccio, figlio di Marc’Antonio e di Francesca degli Antelminelli, grazie a questa parentela patrizia da parte di madre, ricevette il titolo di Conte della Garfagnana (1326) dal Duca di Lucca, Pisa e Pistoia (Castruccio Castracane degli Antelminelli) e di seguito quello di Duca di Castelnuovo (1327) dall’imperatore Ludovico il Bavaro. I discendenti di questa famiglia hanno vissuto da allora sempre ad Alvito risollevandosi pian piano dalle difficoltà economiche derivate dall’esilio (soprattutto per mano di Anastasio nel XVIII sec.) e nel tempo hanno contribuito a scrivere pagine interessanti della storia del paese attraverso personaggi quali Giovan Paolo Mattia Castrucci (1575-1633), che viene ricordato per aver scritto per la prima volta un testo sulla storia del Ducato di Alvito (1599). Il Ramo di Pier Castruccio (1543), bisavolo di Marco Petruccio, ha formato sempre la principale famiglia della cittadina. Essa, unitamente all’antico castello trecentesco, possedeva vaste proprietà rustiche ed urbane, tra cui il palazzo del quale qui si parla. Dalla fine dell’Ottocento alla seconda metà del Novecento il palazzo è stato abitato dagli ultimi discendenti (Valerio e suo figlio Vincenzo), che hanno intrapreso di padre in figlio la non facile professione di medico. Ancor oggi ad Alvito il compianto Dott. Vincenzo Castrucci (ultimo rappresentante della famiglia), viene ricordato come un uomo di grande signorilità, di animo buono e di grandi doti professionali. Con le sue numerose iniziative in campo sanitario, culturale, sociale e ricreativo, egli ha fatto conoscere il nome di Alvito in ambito provinciale e regionale a fianco della consorte Anna Maria Lollo, che fino al dicembre 2015 ha continuato la cura di questo bellissimo e signorile edificio, che oggi rappresenta, insieme ad altri, la testimonianza viva di un'epoca di splendore storico - culturale,

 

 


 1666, 



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