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Altri personaggi

Chi era: Filosofo e Poeta
Nato a:
a Sant'Elia Fìumerapido il 28 ottobre 1822

Nacque a Sant'Elia Fìumerapido il 28 ottobre 1822. Era figlio di Silvestro, medico condotto e sindaco del paese fra il 1827 e il 1829, e di Giuseppa Mancini.
Fu filosofo, poeta e oratore apprezzato, nonché autore di importanti studi pubblicati su diverse riviste italiane.
Completò gli studi superiori e quelli universitari a Napoli, avendo per maestri, fra gli altri, Francesco Murro ed il filosofo Pasquale Galluppi. Suoi compagni di università furono: Francesco De Sanctis, Luigi Settembrini, Silvio e Bertrando Spaventa, Antonio Scialoja, Giuseppe Fiorelli e Pasquale Stanislao Mancini. La sua straordinaria cultura, all'età di venti anni, lo rese già molto famoso ed alte personalità del mondo ecclesiastico, culturale ed accademico lo vollero come amico.

Si laureò prima in Giurisprudenza, nel 1842, e successivamente in Filosofia. Ebbe stretti rapporti epistolari con il Cardinale Gizzi (Segretario di Stato di Papa Pio IX), con Terenzio Mamiani e con il filosofo francese Victor Cousin, tramite il quale entrò in contatto con il socialismo utopico europeo e soprattutto di Saint Simon, Comte e Proudhon.
Questi contatti lo portarono su posizioni politiche da neoguelfista giobertiano e  partecipò attivamente ai movimenti risorgimentali napoletani fin quando, il 15 maggio del 1848, a seguito dei moti insurrezionali di quei giorni, fu trucidato a baionettate dai soldati svizzeri al soldo dei Borboni ed il suo corpo gettato in una fossa comune.

I suoi scritti, che non finirono dispersi se non bruciati, nella notte stessa in cui fu ucciso, sono stati raccolti e pubblicati nel 1893 dal professor Mario Mandalari, su antico desiderio di Francesco De Sanctis. Vanno ricordati: “Le idee soggettive” (1842); “Il socialismo in economia” (1846); “Individuo e società” (1846) e, poi, epistolari, poesie, saggi filosofici e molti articoli da lui scritti sui giornali di Napoli, dei quali fu fondatore e direttore: “Critica e Verità” e “L'Enciclopedico”.
Scrisse anche importanti articoli sulla Divina Commedia e, appena, venne formata a Napoli l'Accademica Letteraria con il titolo “Società Dantesca”, l'allora ministro dell'interno ne elesse presidente il Santilli.

A Sant'Elia Fiumerapido, dopo l'Unità d'Italia, l'Amministrazione comunale del tempo decise di intitolare alla sua memoria l'antico Corso Dante, la strada principale del centro storico; alla figura del Santilli è anche dedicata, dal 1981, la locale Scuola Media Statale.
La sua opera culturale e politica è ancora oggi ricordata da due lapidi commemorative che si trovano una a Sant'Elia Fiumerapido, sulla facciata della sua casa natale, e l'altra a Napoli, sulla facciata della casa di Largo Monteoliveto, dove Santilli abitò e fu ucciso.

Bibliografia:
- Benedetto Di Mambro, “Sant'Elia Fiumerapido ed il Cassinate: antologia storica - archeologica – epigrafica”, Tipografia Pontone, Cassino, 2002.
- Benedetto Di Mambro, “Il romanzo della vita di Angelo Santilli”, 2000.
- M. Mandelari. “Memorie e scritti di Angelo Santilli”, Roma, 1893.

 

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