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Nacque in Alatri, secondo quanto afferma il Papebrochio, visse tra l'XI e il XII secolo e fu detto di Pisa, dalla lunga dimora dei suoi congiunti nella città toscana. È stato uno storico ed un biografo, nipote del cardinale Ugone di Alatri.
Dopo aver compiuto il corso di studi umanistici a Montecassino, fu ben presto chiamato alla Corte romana e vi divenne familiare del papa, prima come ostiario e in seguito come lettore ed esorcista.
Ebbe la fortuna di assistere, nel 1073, al rito dell'incoronazione di San Gregorio VII e seguì passo passo gli avvenimenti svoltisi durante il pontificato dei successori di papa Ildebrando di Soana, fino alla morte di Onorio II, avvenuta nel 1135. Per tale ragione ebbe modo e possibilità di raccogliere del materiale molto prezioso intorno alla vita e alle opere degli stessi pontefici che, nella sua qualità di consigliere ascoltato e frequentatore assiduo, accompagnò nei frequenti viaggi, stendendone così delle biografie con scrupolosa veridicità.
Seguendo infatti gli accadimenti che, nel Medioevo, si svolsero durante il più duro e tragico periodo della lotta per le investiture, descrisse con particolare attenzione e precisione la storia, alla quale tutti gli scrittori posteriori attinsero abbondantemente. Molto importanti e storicamente esatte sono le biografie di cinque pontefici: Vittore III, Pasquale II, Gelasio II, Callisto II e Onorio II, che quella lotta sostennero con una straordinaria fortezza d'animo, nonostante le angherie e le violenze di ogni specie.
Tutto quel lungo periodo di anni da lui descritto, lo fa rivivere con la grande efficacia del suo stile agile e con una particolare vivacità di immagini.
Non poche volte, come nella vita di Gelasio II, imprime alla narrazione un'intensa forza drammatica che vivamente impressiona e talora commuove.
Per queste motivazioni è riuscito ad accattivarsi, più che la stima, l'ammirazione di tutti gli storici, senza eccezioni, che ne fanno ampi elogi di stilista efficace e soprattutto di storico veritiero e coscienzioso.
Fu nominato cardinale diacono dei Santi Cosma e Damiano dall'antipapa Anacleto II.
Sconosciuta la data della sua morte, da collocarsi comunque nella prima metà del XII secolo.

Bibliografia:
- Giuseppe Capone, “Santa Maria Maggiore: storia di una chiesa e della vita religiosa di Alatri. Dal protocenobio della Regula Magistri al sec. XIV”, Edizioni Hetea, Alatri, 1990.
- Angelo Sacchetti Sassetti, “Storia di Alatri”, Tipografia Tofani, Alatri, 1967.
- W. Pocino, “Illustri ciociari sconosciuti: Pandolfo di Alatri e Gneo Petreio di Atina”, Roma, 1957.

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