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Casamari: Museo dell'Abbazia

 

Il Museo archeologico dell’Abbazia di Casamari, ha subito nel corso del tempo diverse sistemazioni, fino all’attuale, nuova esposizione, che ha visto l’apertura al pubblico il 10 luglio 2003. Il Museo dell’Abbazia raccoglie una serie di reperti archeologici d’epoca romana pertinente all’antica Cereatae Marianae, rinvenuti quasi tutti nelle immediate vicinanze dell’abbazia, e le tele che, negli ultimi quattro secoli, sono rimaste esposte in chiesa e in altri ambienti del monastero.

Accanto al materiale archeologico databile all’età romana, trovano posto alcuni reperti paleontologici, manufatti d’epoca preistorica e preromana, oggetti provenienti da altre località della media Valle del Liri, si tratta di cippi marmorei, are pagane, frammenti di pavimento a mosaico, colonne, capitelli, lastre di marmo, intonaci, stucchi, statue, monete, ex voto in terracotta (statue, busti, teste, piedi, mani e bovini databili tra la fine del III e gli inizi del I sec. a.C.), vasi e lucerne fittili, unguentari, oltre a una zanna di elephas antiquus meridionalis (risalente a circa 800.000 – 120.000 anni fa), rinvenuta nel letto del torrente Amaseno.

E’ anche presente, in esposizione, un ritratto maschile degli inizi del I sec. d. C., che proviene dalla valle del Liri, e un’ara in marmo con una dedica alla dea Iside (fine I sec. a.C. – inizio I. sec. d.C.) ritrovata in località San Paolo nel territorio di Arpino. L’allestimento attuale prevede, accanto all’esposizione dei materiali antichi, alcuni pannelli didattici e alcune ricostruzioni grafiche che aiutano a comprendere l’aspetto originario degli oggetti e la loro funzione.

Di tutto rispetto la pinacoteca con opere rappresentative del seicento e del settecento. Tra le tele più interessanti della raccolta, segnaliamo: L’elemosina di San Lorenzo di Giovanni Serodine, Gesù e la samaritana di Annibale Carracci, il Riposo durante la fuga in Egitto di Annibale Carracci, la Madonna con il Bambino e San Giovanni Batista tondo di scuola raffaellesca inserito in una grande tela forse di Pompeo Batoni, la Madonna della scuola del Sassoferrato, la Maddalena del Bilivert, Sant’Ambrogio e Sant’Agostino di un ignoto caravaggesco, la Madonna con il Bambino del Solimena, la Deposizione di Filippo Draghi e il Martirio di san Lorenzo di Girolamo Siciolante da Sermoneta. In questi locali sono conservati anche i resti di pregevoli affreschi provenienti dalla vicina chiesa di Santa Maria di Reggimento, probabilmente sede della primitiva comunità benedettina, riutilizzata poi dai Cistercensi nella prima decade del XIII secolo durante la ricostruzione del complesso monastico: essi raffigurano il martirio e la beatificazione di San Tommaso Becket.

 



 

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