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Lago di Canterno

Il lago di Canterno, formatosi nel 1821, è il maggiore dei laghi carsici del Lazio. Occupa la parte più depressa della conca in cui sorge Fiuggi, un grande bacino carsico chiuso dal versante meridionale dei monti Ernici. Anticamente la depressione era tutta coltivata e le acque penetrate nella conca defluivano attraverso inghiottitoi. 
Il lago si formò a seguito del riempimento degli inghiottitoi, ma fu soggetto a periodici e repentini svuotamenti. L'ultimo è avvenuto nel 1923; successivamente è stato sistemato e reso perenne per la produzione di energia elettrica. Esso ha una superficie di 0,6 km quadrati, un perimetro di 4,9 km e una profondità massima di circa 25 metri.

Il paesaggio degrada dolcemente verso le deboli ondulazioni piroclastiche intercalate da vallecole alluvionali della piana di Fiuggi. Le formazioni boschive, costituite da querceti con prevalenza di cerro e boschi misti di latifoglie, coprono gran parte del gruppo monte Porciano - La Monna. La loro ubicazione è soprattutto sui versanti settentrionali ed orientali dei rilievi, dove sono anche presenti rimboschimenti a conifere. Sono pregevoli alcuni limitati lembi di boscaglia igrofila posti sui fondovalle, con predominanza di salici e pioppi.
La fauna è rappresentata principalmente da specie tipiche delle zone umide, in particolare trampolieri e rallidi come l' airone cenerino, l'airone rosso, la garzetta e la gallinella d'acqua. Le zone di fondovalle sono interessate da una fitta trama geometrica di appezzamenti suddivisi da siepi e scoline, che costituiscono un pregevole esempio di paesaggio agrario. Questo favorisce la presenza di uccelli e piccoli mammiferi che nelle siepi e nei campi trovano rifugio e alimentazione.
 

 

Lago di Canterno: La Fauna
 
 
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I confini dell’Area Naturale del Lago di Canterno sono delimitati da cinque comuni: Ferentino, Fiuggi, Fumone, Trivigliano e Torre Cajetani.

Il lago, di origine carsica, si formò nel 1821 a causa dell’ostruzione dell’inghiottitoio chiamato “Pertuso” da parte dei materiali di deflusso, il fenomeno carsico è testimoniato oltre che dalla presenza di doline, che si notano ovunque nella zona, anche dalla presenza di grotte come quelle di Corniano e del Santuario della Madonna della Stella.
All’interno dell’area si possono ammirare vari tipi di uccelli, come l’airone cenerino (Ardea cinerea), la garzetta (Egretta garzetta), lo svasso maggiore (Podiceps cristatus), e non mancano rapaci sia notturni che diurni, come la poiana (Buteo buteo), lo sparviero (Accipiter nisus), il gufo reale (Bubo bubo), il gufo comune (Asio otus) e molti altri ancora. Per quanto riguarda i mammiferi abbiamo tra gli altri la faina (Martes foina), la talpa europea, il cinghiale (Sus scrofa), lo scoiattolo, la lepre, l’istrice, il tasso, ecc. e sono stati avvistati, purtroppo raramente, il gatto selvatico e il lupo appenninico, ci sono inoltre anfibi, come il rospo e la salamandrina, rettili come la vipera e il saettone, molluschi del genere Anodonta cygnea e molte specie di pesci come la carpa, il carasso, la tinca, il persico reale, il persico sole, l’anguilla e altri.
Anche dal punto di vista floristico all’interno della riserva si possono ammirare molte specie, tra le quali possiamo accennare il genere Juniperus di cui sono stati rinvenuti esemplari di notevole dimensione in prossimità del Monte Corniano. Un altro aspetto interessante è quello archeologico, infatti tra i due Monti, La Monna e Porciano si possono visitare i resti di un castello che localmente viene chiamato “Gasperone” o “Gasparone”, dal nome del brigante che lo occupò durante l’800.
Quello che oggi vediamo del castello è ciò che resta dell’antica città fortificata di Porciano, che attualmente si trova a valle dell’omonimo Monte.
 
 
 



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