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Palazzo Pompej a Pico

Palazzo Pompej a Pico

CARATTERISTICHE

int world Dove si Trova: via Trento 6 e 8 Pico (Fr)
int world Locali: 5+ (7 camere da letto, 30 altri), 3+ bagni, cucina abitabile
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Superficie: 1.800 m²
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Prezzo: € 595.000,00
CONTATTI:
int world Telefono: 3297770903
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DESCRIZIONE:

La casa dei Pompej è situata nell’antico borgo di Pico (Fr), posto sulla sommità di una collina carsica vicino al castello le cui origini risalgono ad un’antica guarnigione militare romana. La proprietà è formata da due edifici: uno dei due manufatti era villa romana, poi. con l’arrivo dei Longobardi e di S. Benedetto, questo manufatto fu trasformato in un monastero benedettino. Il Primo documento storico di questa casa è legato al longobardo Giovanni Scinto che in questo monastero fece delle donazioni ai benedettini di MontecassinoAltro dato storico è legato a Riccardo Pignardo che aveva depredato il convento intorno all’anno 1132. Successivamente a questi eventi il monastero viene chiuso e diviso in due parti, tramite un accordo fra il vescovo di Aquino e la famiglia Pompeo (poi modificato in Pompej), che diviene così proprietaria della parte pubblica del convento dove era la chiesa di Sant’Antonino martire.Quindi l’attuale “casa” della famiglia è composta da due fabbricati; il primo è quello più vicino al castello, le cui origini non sono conosciute, ma da un’antica mappa, da documenti storici e tradizioni orali della famiglia, possiamo essere abbastanza sicuri che esisteva già intorno al XI secolo. Il secondo fabbricato diviene di proprietà dei Pompej nel XIII – XIV secolo, dopo la dismissione del convento benedettino.

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Nei secoli per esigenze dei padroni, la casa, subisce continui adattamenti ed ingrandimenti e questo fa si che oggi è difficile risalire alla struttura originale.
Dall’acronimo posto sul portone principale che presumibilmente risale al XV secolo, possiamo dedurne che la famiglia Pompeo perse la proprietà di questo edificio che fu assegnata ai monaci benedettini in un dei tanti passaggi di proprietà al Monastero di Montecassino. Con l’affermarsi dei Normanni prima e poi degli Angiò, Aragonesi ed infine con gli Spagnoli cessa il dominio benedettino sul territorio di Pico e quindi viene restituito all’originale famiglia Pompeo la proprietà.

Il Primo edificio è composto da cantine, piano terra, primo piano, secondo piano ed soffitte.Le cantine (piano strada), sono composte da 3 vani di diversa metratura ed un vano adibito a garage per un posto macchina. Il primo piano è composto da un ripostiglio con uscita sulla strada, una dispensa una cucina e una saletta da pranzo. Sempre nel primo piano sfalzato da 5 gradini di scala, vi sono una stanza d’ingresso ad un ampio salone di circa 50 mq per 4,5 di altezza, che a sua volta comunica con una cucina, un bagno e due camere da letto. Salendo ancora le scale si arriva ad un secondo piano composto da un corridoio, un bagno, una grande camera da letto circa 35 mq. con terrazzo e panorama sul giardino interno e vista sulla valle del Liri, ed infine una stanza guardaroba.
Seguendo le scale si arriva alta ed ampia soffitta.

Secondo edificio

Per entrare al secondo edificio si accede dalla via tramite un cancello in ferro che introduce in un ampio cortile interno, da questo si accede alla casa sia da tre porte secondarie e sia dall’ingresso principale. L’ingresso principale, è sormontato dallo stemma della Famiglia, in pietra del 1680,
È formato dalle cantine di cui una parte è rimasta intatta e risale al secolo XI, è composta da tre grandi vani un uscita sul boschetto di proprietà e da una grande cisterna interrata.
Il piano terra è formato da un ingresso, da una cucina con uscita in un secondo cortiletto e seguente giardino, da due locali adibiti a biblioteca, circa 3000 volumi di cui la metà antica, da un salottino, da 4 camere da letto due bagni ed una grande camera di disimpegno, infine da una lavanderia.
Il primo piano salendo è composto da una cucina, un bagno con antibagno, da una saletta da pranzo, un piccolo ballatoio sulle scale, una stanza di comunicazione con un camino del 1700, una sala da pranzo, un salotto, un salone o “Galleria” collegato ad altre due stanze dedicate una ai passatempo come gli scacchi e l’altra alla musica. Infine un bagno esterno, come si usava una volta.
Quasi di forma quadrata la galleria è caratterizzata da una colonna centrale che partendo dalle fondamenta, sorregge quattro volte, questo motivo, chiamato a Tulipano ricorda la tecnica costruttiva della Cattedrale di Tolosa.
Come tecnica decorativa viene utilizzato lo stile francese di moda nel secolo XVIII presso la corte del Re di Francia ed alla Reggia di Caserta. Tutte le pareti e le quattro volte, sono ricoperte da carta dipinta a mano.
Nelle volte sono raffigurati fantasiosi uccelli. Questo tipo di pittura va sotto il nome di Grottesco. Sulle pareti c’è un motivo floreale su fondo d’oro, mentre lo zoccolo riproduce dei cassettoni in legno.
Nel Maggio 2007 viene fatto un restauro completo della Galleria da parte del pittore e restauratore Amedeo Albuzzi di Asti.

Le soffitte sono ampie ed alte.
Vi è ancora fra i due caseggiati una terza costruzione formata da due stanze, adibite adibite a sale hobbies, con sopra un terrazzo esposto a sud con serra.
Vi è un cortile d’ingresso, un secondo cortile attrezzato con forno a legna e barbecue, un ampio giardino con vista sulla valle del Liri, separato dal bosco sottostante, un ettaro, da mura di cinta con torre d’avvistamento risalente al periodo longobardo (sec. XI).

Inoltre:
• Le rifiniture sono varie perché risalgono a ristrutturazioni di varie epoche.
• Il terreno, ovvero bosco è di un ettaro, più il giardino interno ai caseggiati.
• Indirizzo: via Trento 6 e 8 Pico (Frosinone) cap 03020
• Non ci sono elementi disturbativi.
• La proprietà è perfettamente in regola su tutto

 

 

 


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