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Tommaso Gismondi con Giovanni Paolo II

Chi era: Scultore
Nato a: Anagni, il 28 agosto del 1906

“L’arte è la mia vita: guardate le mie opere e la conoscerete”. Così descriveva la sua vita lo scultore Tommaso Gismondi a chi gli chiedeva di raccontarla. Ha dedicato la sua vita all’arte, le sue opere hanno fatto il giro del mondo e sono apprezzate oltre che dalla critica e dalle alte personalità in materia anche dagli uomini comuni. La bellezza, la semplicità e soprattutto la passione artistica che è riuscito a trasferire in ognuna di esse, fanno si che le sue opere restino immutate e sempre vive nel tempo.

Tommaso, primogenito di quattro fratelli, nasce da una famiglia di antiche tradizioni artigiane: suo padre, Carlo, instancabile lavoratore era un grande artigiano e a Roma aveva costruito una piccola, ma economicamente proficua fabbrica di scarpe, sua madre, Angela Ferretti, era imparentata col famoso scultore Ernesto Biondi, anch’egli di origini ciociare, autore del maestoso gruppo bronzeo dei “Saturnali” collocato presso la Galleria d’Arte Moderna in Roma. Nel 1921, Tommaso, insieme alla famiglia, da Anagni si trasferisce a Roma dove scopre il meraviglioso mondo della grande arte. Lo stesso scultore ha sempre sostenuto che la sua grande maestra, al di sopra di ogni scuola, fu Roma e le opere che i suoi musei contenevano: primi fra tutti i Vaticani e i Capitolini, che quasi giornalmente egli frequentava con il mirato intento di voler apprendere tutta quella che era stata l’arte del passato, in particolarmodo rinascimentale.

Stabilitosi a Roma, Tommaso frequenta l’Istituto d’Arte Sacra a Santa Maria Sopra Minerva, successivamente passa all’Istituto d’Arte e all’Accademia di San Luca, dimostrando subito una spiccata e naturale tendenza alla modellazione e alla composizione. Per completare la sua formazione di scultore frequenta per tre anni la sala d’anatomia presso la facoltà di Medicina a Roma e contemporaneamente i corsi di Storia dell’Arte nella facoltà di Lettere. Fin dagli esordi, intorno al 1928, anno in cui crea le sue prime opere, piccoli modellini, copie di importanti statue collocate presso i Musei Vaticani, realizzate in occasione del Giubileo straordinario del 1933, il Maestro rivela già una notevole maestria nell’uso dei materiali, incarnando la figura dell’artefice, del grande artigiano, che con il suo lavoro interpreta il mondo, plasmando e intagliando con le proprie mani la materia da trattare. Nel 1932 Tommaso viene scoperto da Olivetti come ritrattista in marmo alla Biennale di Venezia. Questa è la prima di una lunga serie di committenze nell’arco di una decina di anni. Al 1934 è datata una delle sue maggiori opere prime: il “ritratto della signora Urbini con i due figli, Pierluigi e Gianmaria”, opera regalata, nel 1987, dagli eredi della famiglia Urbini al Museo Gismondi dove ora si trova.

Per la stessa famiglia Urbini realizza nell’87 la Pietà nella tomba di famiglia, al cimitero di Primaporta a Roma. Del ritorno dalla guerra, nel 1944, è la tomba Adamoli, nel cimitero del Verano. Di questi anni la decisione di lasciare l’Italia e di trasferirsi in Argentina, a Buenos Aires. Ritorna in Italia definitivamente nel 1958 e si stabilisce ad Anagni, suo paese nativo. Qui compra un’ala dell’antichissimo palazzo dei papi, adiacente la cattedrale, risalente al XII secolo e con mezzi propri lo ristruttura per poterci abitare e lavorare; trasforma così uno dei palazzi più antichi del paese nella sua casa-museo. La sua forza creativa esplode nel decennio ’60-’70 trovandosi in breve tempo con tale massa di opere da necessitare la veloce ristrutturazione del palazzo. Intorno agli anni ’70 si cimenta nello studio di particolari soggetti tra i quali predomina l’iconografia dell’Ultima Cena a seguito anche dell’importante innovazione promossa da Paolo VI nel Concilio Ecumenico Vaticano II cioè l’utile fruizione dell’opera artistica nell’ambito sacro. La Chiesa è stato un ottimo committente per Gismondi, solo per il Vaticano ha creato più di trenta opere.

E’ in quest’ottica che elabora il Cenacolo, impropriamente detto, dell’Abbazia Domenicana di Santa Sabina a Roma che è in realtà il monumento in onore di San Tommaso d’Aquino, domenicano e dottore della Chiesa, nel settimo centenario della sua morte (1274-1974), il complesso è stato commissionato dai padri domenicani nel 1974. Per seguire in prima persona l’intero procedimento di fusione, Gismondi intorno al 1970 decide di costruire egli stesso una fonderia, nei dintorni di Anagni, in località Pretori, per sopperire alla crescita di commissioni che in questo fecondo periodo lo interessavano, in particolar modo ricordiamo il numero elevatissimo di portali, tra i quali i due eseguiti nel 1985 per la Città del Vaticano. Nel 1971 Tommaso Gismondi ha l’opportunità di creare i modelli per le monete che annualmente lo Stato Vaticano conia per la Santa Sede appoggiandosi alla Zecca Italiana. Nel 1986, ebbe il grande onore di ricevere in visita nel suo studio Sua Santità Giovanni Paolo II. Morì ad Anagni, il 27 aprile del 2003.

Della vasta produzione artistica, ricordiamo alcune delle più importanti opere del Maestro, sparse e conosciute in tutto il mondo: il monumento al Papa Pio XII nel convento di S. Maria sopra Minerva in Roma; Pala d’altare con la vita di Gesù a S. Nicola di Cosenza; le sculture per la Cappella della Santa a S. Gemma di Lucca; la Cena del Signore nel giardino degli aranci di S. Sabina; opere al Santuario di S. Gerardo a Materdomini; portali in bronzo al Santuario del Miracolo Eucaristico a Lanciano; tre porta a Civitacastellana; sculture per la cappella del Beato Angelico a S. Maria sopra Minerva; due portali per la basilica di S. Francesco di Paola a Paola; opere per la Porziuncola di S. Maria degli Angeli di Assisi nella Cappella della Vergine delle Grazie e nell’Infermeria di S. Francesco d’Assisi, la lampada votiva; altari a S. Maria delle Fornaci a Roma; monumento alla Beata Viti a Foggia; Grande Cena del Signore in marmo per la chiesa di Marina di Massa; grande Leone alato per una Cattedrale Messicana. Per l’Argentina: una grande Immacolata di bronzo, a Venado Tuerto. Inoltre ha eseguito i ritratti di Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Valery Giscard d’Estaing, Kekkomen di Finlandia, Grace Kelly di Monaco, Madre Teresa di Calcutta, Bill Clinton. Ha creato le monete di Paolo VI per la Città del Vaticano per sette anni consecutivi (fatto unico nella storia della monetazione dello Stato della Città del Vaticano).

Ha coniato la moneta e la medaglia della Sede Vacante anno 1978. Sempre per il Vaticano ha disegnato il francobollo dell’ONU. Per Paolo VI nella chiesa della Madonna del Lago a Castel Gandolfo ha creato 22 sculture. Per la chiesa di S. Pierre di Montmartre, la più antica chiesa di Parigi, ha eseguito quattro grandi portali in bronzo. Ha scolpito per S. Pietro in Vaticano, nella Cappella d’Europa, il crocifisso e la Pala con S. Benedetto, S. Cirillo e Metodio Patroni d’Europa; la Cattedrale di Giovanni Paolo II; la Via Crucis nelle grotte Vaticane; il Cofano della Porta Santa a S. Pietro, S. Maria Maggiore, S. Paolo e S. Giovanni. Ricordiamo poi, tra le altre pregevoli opere, la statua di S. Giuseppe posta nel Cortile della Biblioteca Vaticana, nonchè i due grandi portali in bronzo situati nel Cortile del Belvedere, opera del grande architetto Donato Bramante, per la Biblioteca Apostolica Vaticana e l’Archivio Segreto Vaticano. Ancora, Tomba del cardinale Grano a S. Marcello al Corso di Roma; Crocifissione in bronzo, dono del Papa Giovanni Paolo II alla Cappella dell’aereoporto di Fiumicino; Ciborio in bronzo dorato a fuoco per l’antica chiesa dei Santi Quattro Coronati a Roma; per la Basilica di S. Francesco di Assisi nella Cappella di Maria, la vita della Madonna in 22 formelle per la Cappella di Maria Immacolata, nella Basilica Superiore di S. Francesco di Assisi, dono del Papa Giovanni Paolo II. Progetto e decorazione della chiesa Codoy Cruz in Mendoza, Repubblica Argentina, monumento a S. Benedetto a Roiate. Due grandi statue degli apostoli S. Pietro e S. Paolo per il Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo. La colossale statua in bronzo per Abidjian in Costa d’Avorio.

Inoltre ha eseguito per la Repubblica di S. Domingo in America, il Portale della Basilica di Nuestra Senora de la Alta Gracia nella diocesi di Higùey. Ha modellato più di trecento medaglie, ed ha lavorato in Francia, Inghilterra, Stati Uniti, America Latina, Spagna la medaglia per la Monnaie (Zecca) di Parigi, per il cinquantesimo della Repubblica di Montmarte a Parigi, medaglia per Venezia Salva, S. Caterina da Siena, la serie Manzoniana, la Medaglia di Dante Alighieri, Medaglia di tutte le contrade di Siena. Oggi l’opera del grande Maestro, viene portata avanti con successo dalla figlia, la scultrice Donata Gismondi che, per circa venticinque anni, ha collaborato con il padre, suo unico maestro d’arte, dal quale ha imparato le tecniche della scultura in bronzo, e, al suo fianco, ha partecipato alla realizzazione di diverse ed importanti opere. Già da sola, ha realizzato, fra le altre, le seguenti:
Medaglia raffigurante il fondatore dei Cavalieri di Colombo, donata a Papa Giovanni Paolo II; statua di Santa Scolastica a Cassino; Portale in bronzo della Chiesa di San Pietro di Perdasdefogu in provincia di Nuoro; Via Crucis in bronzo per la Chiesa di Jerzu in Sardegna.

 

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