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Vicino alla piazza principale sorge l’antica chiesa di Santo Stefano, dedicata al primo martire della cristianità, le cui origini vanno ricondotte ad una primitiva costruzione romanica eretta tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo, di cui le uniche testimonianze sono da ravvisare nel portale trilobato, trasportato sul lato destro della chiesa e, il leone crocifero che orna la sommità del timpano.

Un totale rifacimento della struttura chiesastica, secondo i nuovi dettami dell’architettura gotica, è avvenuto nel 1284 ad opera del cardinale alatrino Rainaldo Gottifredo,di cui già nel 1251 risultava possederne il canonicato. A testimonianza dell’avvenuta ristrutturazione dell’edificio rimane tuttora visibile all’ingresso della chiesa una singolare iscrizione dedicatoria, scolpita in caratteri gotici su due distinte lastre di pietra, poste sugli stipiti del portale. Trattasi di un testo redatto in versi leonini, secondo uno stile tipicamente medievale. Alla fine del XVI secolo fu trasformata nuovamente con la chiusura della navata sinistra in seguito alla costruzione dell’attiguo monastero dell’Annunziata, voluto e progettato dal vescovo diocesano Egnazio Danti nel 1586.

L’interno, ricoperto da una ricca ornamentazione tardobarocca, conserva sull’altare maggiore una seicentesca pala con i santi Stefano, Benedetto e Scolastica e, nella parte sovrastante un’Annunciazione. Da segnalare la pregevole tela raffigurante la Vocazione di Matteo al cospetto di San Biagio, dipinta nel 1739 dal pittore Filippo Palazzetti. Sul campanile ancora rintocca un’antica e preziosa campana del secolo VI, dall’arcaica struttura fusiforme, donata secondo la tradizione da San Benedetto da Norcia al diacono Servando, durante la sua visita al protocenobio alatrino nel 528.

 

 

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