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Dice la leggenda che in località Capodacqua in mezzo alle rocce fu un tempo ritrovata una statua di legno della Madonna, quella Madonna che era apparsa ad una pastorella di nome Silvana e che da una rupe aveva fatto sgorgare acqua limpidissima: l'acqua che formerà il fiume Melfa. Questo è il luogo dove sorge l'attuale santuario della Madonna di Canneto, luogo già sacro perché sede di un tempio pagano dedicato alla dea Mefiti, come attestano i ritrovamenti archeologici del 1958 e che sono rimasti in dotazione al santuario. Qui, da ogni parte del Lazio, della Campania, dell'Abruzzo arrivano i pellegrini a rinnovare la devozione a Maria, personificata dalla scultura in legno d'olmo (sec. XIII-XIV), bizantineggiante, probabile opera dell'intaglio abruzzese. Fin dal sec. IX si fa menzione di una chiesa dedicata a Maria SS.ma del Canneto, alla quale fu annesso nel 1288 un monastero di fondazione benedettina. Divenne allora soggetta all' Abbazia di Montecassino fin quando fu unito con tutti i suoi beni dal vescovo sorano Tommaso al Seminario di Sora (sec. XVI). Ma nel 1972 ha assunto direzione e amministrazione propria.

La chiesa ha subito nel corso dei secoli rifacimenti ed ampliamenti sostanziali, ma nel 1973 è stata progettata radicalmente una nuova chiesa. Negli anni '80 si è pure provveduto ad una nuova costruzione della Casa del Pellegrino, necessaria per ospitare la continua affluenza di devoti e per esser degna sede di dibattiti e conferenze religiose. Il 21 e 22 agosto di ogni anno, compagnie di pellegrini provenienti da tutta la provincia e dalle vicine regioni si riuniscono, in lunghe processioni per raggiungere a piedi il santuario. E spesso il loro ritorno ai rispettivi paesi dà luogo a ulteriori festeggiamenti e cerimonie. Il santuario, posto nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo a m. 1020 di altitudine si raggiunge da Settefrati, attraversando il passo della Rocca, o da Picinisco. Esso è circondato da monti rivestiti di faggi e il riposante verde dei boschi fa si che il Santuario di Canneto non sia solo luogo di preghiera, ma anche meta di campeggi estivi e gite turistiche. Dal santuario partono incantevoli percorsi sui sentieri che portano al valico dei Tre Confini, al rifugio di Forca Resini, al monte Meta, Petroso, Costa Camosciara e al laghetto di Grottacampanaro (Picinisco).

 

 

 



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