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Il castello di Piglio fondato presumibilmente verso l'anno Mille, è menzionato tra i possessi del Vescovato di Anagni in una bolla di Urbano II del 18 settembre 1088, confermata da Onorio III nel 1217 ad un B. de Pileo ed ai condomini della Rocca di Paliano. Il castello ebbe come feudatari i baroni del Piglio dal 1161. Il passaggio della signoria di Castel del Piglio ad una nuova casata feudale, i De Antiochia, dovette avvenire fra il 1348 ed il 1359. Costoro discendevano da un figlio illegittimo dell'imperatore Federico II. Dopo che l'ultimo degli Antiochia subì la decapitazione in Campidoglio, insieme ad altri baroni ribelli, nel 1430 il castello del Piglio venne consegnato alla famiglia Colonna per poi divenire possedimento degli Orsini. A tale periodo appartiene la bolla di Elenio IV, del 15 marzo 1435 con la quale prende sotto la sua protezione il Cardinale Prospero Colonna ed i suoi fratelli, nonché il loro difensore e aderente il nobile Corradino de Antiochia de Pileo e con essi i loro castelli ed i loro possessi. Nel 1453 si ha l'ultimo documento relativo al dominio dei de Antiochia sul castello del Piglio con la vendita, il 25 di aprile, della terza parte del castello suddetto a favore di Odoardo Colonna dai Signori, Mattia e Gian Francesco fratelli de Antiochia, integrando così la vendita delle altre due parti già eseguita dagli altri congiunti.

Il castello è costituito da due parti differenti costruite in epoche diverse: una parte più alta (Palatium superiore) ed una parte più bassa (Palatium inferiore) con un dislivello, fra l'una e l'altra, di circa 25 metri. Il Palatium superiore con la "Rocca" era il centro maggiore fortificato. Della Rocca si ricorda una "Loggia Rocce", una "cisterna" e la "Platea Curie", la piazza d'armi, e un "Palatium Rocche" cioè il Palazzo Baronale con una "Sala Palatii" dove nel 1332 e nel 1348 si celebrarono solenni investiture da parte del Signore feudale. Il Palatium inferius o Castellutium aveva una corte (Platea) su cui prospettavano edifici di cui uno caratterizzato da "Camere pinte", cioè decorate di pitture. Il "castello alto", conservato allo stato parziale di rudere, è costituito da un torrione a sperone verso la montagna; da una cortina con torri lungo il lato Nord sovrastante l'accesso alla porta; da un ripiano centrale sopraelevato; da una fila di ambienti sul lato Sud, scende ad ambienti sottostanti, in una parte interrati e nell'altra assai sollevati sul suolo a causa della grande pendenza della collina.

Ubicata nella piazza d'armi, sotto il mastio, si trovano i ruderi della chiesa di S. Pietro in Castrovetere. Il "castello basso" è situato nel punto di inizio della via Maggiore, si trova quindi a guardia del principale accesso al paese che doveva avvenire mediante una porta qui situata, dove oggi si vede un arco la cui costruzione risale ad epoca recente. La costruzione si compone di un piano terreno, situato alla stessa quota della via Maggiore, un primo piano e un ammezzato costruiti nell'Ottocento e che nascondono le antiche strutture, sul lato che affaccia sulla strada, mentre sul lato opposto, quello esterno, ha altri ambienti a quota più bassa, essendo addossato allo sperone di roccia che delimita l'abitato. L'edificio, che ha subito parziali modifiche, conserva ancora l'aspetto originario anche se le sale del piano terreno, coperte da crociere sorrette da pilastri, sono attualmente utilizzate come magazzino di vendita di capi di abbigliamento.

Tratto da "Il riuso dei Castelli". Trentuno proposte progettuali per il Riuso dei Castelli della provincia di Frosinone" - Edizione 1998

 

 

 

 



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