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Non si sa se fu costruita nel 1400 o se si tratta di un rifacimento di una Chiesa anteriore. Nella seconda metà del secolo XVI la Comunità di S. Lorenzo eresse una nuova chiesa: scomparve così quella del 1400, la Cappella deI Beato Andrea, annessa alla chiesa e curata dai Principi Colonna, ed ogni traccia del primitivo Oratorio. La nuova Chiesa, opera dell'architetto romano Giuseppe Ferroni, fu iniziata nel 1763 ed aperta al culto il 12 aprile del 1773, consacrata il 12 settembre dello stesso anno dal Vescovo di Anagni Monsignor Giovanni Battista Filipponi Tanderini. L'edificio è caratterizzato da eleganti e sobri elementi barocchi, ha una sola navata a forma ellittica; i due diametri misurano rispettivamente metri 13,50 e 10,50 circa; l'abside si apre sulla linea del diametro minore mentre il diametro maggiore si prolunga in quattro Cappelle laterali. Al Beato è dedicata la Cappella a destra dell'Altare Maggiore; dieci pilastri sostengono una cupola sormontata dalla lanterna, di forma e dimensioni identiche alla navata. Dal 1810 in poi il Convento e la Chiesa di S. Lorenzo hanno conosciuto oscuri periodi di completo abbandono, tantochè nel 1810 e nel 1874 si dovette trasferire l'urna del Beato Andrea nella Chiesa Collegiata di Piglio.

L'abbandono fu dovuto alla soppressione delle Case Religiose e alla conseguente dispersione dei religiosi. Il Convento è stato restaurato nel 1779; subì la soppressione napoleonica ma nel 1818 aveva già ripreso la vita regolare. Nel 1873 la chiesa fu chiusa al culto per le condizioni politiche del tempo: questo causò il deperimento del complesso. Nel 1889 i Frati lo riscattarono dal Demanio.

Gravi furono i danni causati dal terremoto del 13 gennaio del 1915 ed infine quelli del pesante bombardamento aereo degli Alleati del 12 maggio 1944. Nel 1954 si ebbe la riapertura al culto della chiesa. Il 23 agosto 1954 il Vescovo diocesano Monsignor Enrico Remolo Compagnone consacrò l'altare Maggiore e l'altare del Beato Andrea, ricostruiti in marmo. Attigua alla Chiesa un tempo era una Cappella, demolita poi nel secolo XVIII: vi era un dipinto raffigurante l'apparizione al Beato Andrea di Carlo I d'Angiò, re di Sicilia (fratello di San Luigi IX re di Francia) tiranno insopportabile per la cui salvezza il Beato pregò molto. Lo stesso soggetto della pittura era raffigurato nello stendardo della Confraternita del Beato.

Fonte: www.comune.piglio.fr.it 

 

 

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