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Inserita nella cinta delle mura urbane, presso la porta omonima, la chiesa di Santa Maria si affaccia di angolo sulla piazza sottostante. Il campanile del sec. IX, isolato davanti la facciata, conserva la sua austera bellezza derivante dalle sue robuste strutture e dalle sue semplici linee di stile protoromanico. La chiesa, in stile gotico-borgognone, all’interno presenta uno scenario austero e mistico. Cattura lo sguardo il pulpito sotto l’arcata di sinistra. Questo capolavoro di scultura gotico-romanica, apprezzato per la sua eleganza, fu compiuto nell’anno 1291 da Pietro Gullumari di Priverno con i suoi figli Morisio e Giacomo come recita l’epigrafe latina incisa a caratteri gotici maiuscoli sulla fronte dell’architrave. Realizzato in calcare levigato, esso ha forma di una loggia quadrata elevata su quattro eleganti colonne architravate. Le quattro colonne hanno i capitelli con una ricca decorazione fatta di motivi fito-zoo-antropomorfici: qui la pietra dura calcarea si fa flessibile, duttile, pronta ad assecondare la fantasia dell’artista.

Interessante i tabernacoli murali, uno di stile gotico (sec. XIII) nella parete sinistra del presbiterio e l’altro rinascimentale (se. XV), attribuito alla scuola di Mino da Fiesole, nella parete della navata destra. Il restauro della chiesa ha riportato alla luce affreschi iconografici e decorativi, eseguiti da più mani che vanno dal XII al XVII secolo. Come gli affreschi nella volta del presbiterio con figure di Agnus Dei, di Angeli e Santi (sec. XII) e nel presbiterio la raffigurazione della SS. Trinità (sec. XVI). La splendida chiesa di Santa Maria è teatro di un fenomeno miracoloso: la liquefazione del sangue di San Lorenzo. Il fatto del sangue, che si conserva nell’artistico reliquiario della collegiata, è una realtà incontrovertibile. Il 10 agosto ricorre la solenne memoria del martirio di San Lorenzo Martire, la cui passione è tra le più note della storia. Sotto Valeriano, egli fu arrostito a fuoco lento sopra una graticola di ferro. Il fenomeno si verificò la prima volta sul principio del 1600 nella festa di San Lorenzo, e si ripetè poi regolarmente negli anni successivi. Come si spiega tutto questo? Finora spiegazioni puramente naturali davvero plausibili, che soddisfino le persone rette e intelligenti, non sono state reperite. Che il sangue ottenuto nell’ampolla sia autentico sangue di S. Lorenzo Martire ne fanno fede i cataloghi più antichi e recenti, nonché esami di laboratorio.

 




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