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Il pittoresco centro di Castrum Fumonis posto a 738 m. di altitudine sulla cima di un monte dalla singolare formazione conica, nella zona tra Ferentino e Anagni, deve il suo nome alle fumate che dall’alto della sua torre principale segnalavano l’arrivo di truppe di invasori. Per la sua posizione e per la vicinanza al confine dell’antico Stato della Chiesa, Fumone, dal quale si dominano le vallate del Cosa e del Sacco, fu posto dal papato a sentinella contro le incursioni saracene e normanne. Sembra che il suo nome derivi proprio dal fatto di essere stato centro di segnalazione di eventuali nemici in vista, mediante l’accensione di fuochi su una apposita torre: tesi che ha riscontro nel detto popolare “Si Fumo fumat /Tota Campania tremat…”. Fumone entra nella storia in epoca medievale, nel IX secolo, ma la leggenda fa risalire le sue origini al re Tarquinio il Superbo che, dopo la cacciata da Roma, sembra che qui trovasse rifugio (sec. V. a.C.). Nel corso dei secoli fu dominio papale, essendo stata eretta nel 1233 a castellanìa della Chiesa la sua fortezza fu anche utilizzata come prigione. Il suo detenuto più illustre fu papa Celestino V, il papa del “gran rifiuto”, rinchiuso nella rocca da Bonifacio VIII, dove trovò la morte in circostanze misteriose.

Appena giunti a Fumone ed oltrepassata l’antica Porta Romana, uno dei due ingressi principali del paese, con il suo duplice sbarramento difensivo ricavato ai piedi di una robusta torre quadrangolare, che dà accesso alla cittadina-castello, si ha la sensazione che il tempo si sia fermato al Medioevo, quando questo borgo venne usato come prigione di stato. Tutto l’abitato urbano di questo singolare borgo-fortezza, chiuso non tanto dalle mura urbiche quanto direttamente dai muri delle sue stesse case, composte ad ellissi a testimonianza di un semplice e sicuro sistema di difesa, rappresenta un caso di conservazione di strutture medievali: l’antico perimetro originario dell’abitato, individuato dal brusco cambiamento di quota, contiene senza interruzione gli edifici sviluppati in funzione della rocca vera e propria, punto di vedetta di importanza strategica.

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