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Sorto nei pressi dell’antica Fabrateria vetus, importante insediamento preromano di cui si conservano alcune tracce, Ceccano conobbe il periodo di maggiore espansione nel medioevo, con la famiglia dei De' Ceccano, una potente dinastia che estese i suoi domini in un vastissimo territorio circostante. La potenza della famiglia De' Ceccano ha lasciato tracce importanti che ancora costituiscono il carattere originario del paese, nel millenario Castello dei Conti, che costituisce il nucleo intorno al quale ruota tutto il centro storico, nelle chiese di Santa Maria a Fiume, lungo le rive del fiume Sacco e, di San Nicola, splendidi esempi di architettura medievale. Il castello è situato sulla sommità del colle occupato da Fabrateria Vetus prima e da Ceccano medievale poi, posto all’interno della prima cinta muraria che corrisponde grosso modo all’attuale piazza Camillo Mancini. Esso rappresenta un tipico esempio di rocca fortificata del Lazio Meridionale nei secoli XII e XIII costituita da una cinta muraria, una torre mastio, un corpo residenziale (palatium) su due piani ad ambiente unico, sede del signore feudale. Il castello nel corso dei secoli ha subito numerose modifiche che, tuttavia, non hanno cancellato le caratteristiche originali che risultano già dall’ingresso, che si raggiunge percorrendo uno stretto vicolo in curva, rappresentato da un arco gotico datato XII secolo in pietra calcarea che individua un vano di ingresso posto davanti alla porta più antica di accesso alla cinta muraria del castello stesso, anch’essa ad arco gotico con i fori dei cardini in pietra ancora intatti. Su di un lato dell’arco di ingresso è visibile un segno di croce incisa sulla pietra che i cavalieri toccavano al passaggio.

Attraversando il vano di ingresso si giunge a quella che doveva essere la piazza d’armi delimitata dalla antica cinta muraria, dove è ubicata la cisterna e sulla quale si affaccia la chiesa di S. Angelo del XVIII secolo ad ambiente unico a volta e dove domina la torre mastio con le sue camere voltate sovrapposte, con ancora visibili le antiche feritoie per le balestre e la porta di ingresso in pietra calcarea. Posta a quasi due metri più in alto del livello del cortile di ingresso, tipico delle torri medievali. Attraverso il mastio si accede ad una sala a volta con un pilastro centrale (palatium residenziale), le cui pareti perimetrali sono caratterizzate da due porte gotiche ad arco acuto in pietra, attraverso le quali da una parte si accede ad un'altra torre, inglobata nel volume del corpo di fabbrica principale, ma con la sua muratura ben visibile e, segnata anch’essa da due porte gotiche a sesto acuto, e da affreschi del XIII secolo, in fase di restauro, con figure di monaci raffiguranti i mesi dell’anno. Ritornando alla sala del pilastro centrale, all’esterno della stessa, si può ammirare, inglobata nella muratura, l’antica merlatura ghibellina del castello medievale, facciata impreziosita su di un lato dalla meraviglia di un occhio ottagonale gotico borgognone, identico a quelli esistenti sulla facciata della cattedrale di Fossanova e del palazzo comunale di Priverno. L’Inventario Caetani del 1491 testimonia la compiutezza del castello medievale di Ceccano come organismo policentrico e polifunzionale ma, dall’altra, segna il declino del medesimo con l’estinzione della famiglia dei conti. Infatti nel 1523 il Castello diventa feudo di Prospero Colonna e fu adibito a carcere fino al 1973, anno in cui il carcere mandamentale viene chiuso.

Per circa trent’anni il castello vive in uno stato di abbandono e degrado, fino all’acquisto da parte dell’attuale Amministrazione Comunale che ne decide e ne completa il restauro.

 

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