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L’Eremo di Sant’Onofrio è uno dei luoghi di maggior interesse storico-artistico della Valle di Comino.
Sito a Fontechiari, nell’omonima località e nei pressi del locale cimitero napoleonico, l’eremo versa oggi in uno stato di profondo degrado.

E’ singolare il fatto che un simile luogo sia ai più sconosciuto e, aldilà dei recenti studi, privo di notizie bibliografiche.
L’eremo è costituito da un enorme grotta, lunga circa venti metri e larga otto, chiusa da un muro che fa corpo con la stessa roccia; all’interno, è diviso in tre ambienti.
Di particolare interesse sono soprattutto gli affreschi di natura devozionale che decorano le superfici della facciata esterna e interna, nonché il ciclo presente sulla spalliera dell’altare interno.
All’esterno troviamo una raffigurazione delle Vergine con Bambino e Sant’Onofrio mentre all’interno, in controfacciata, di nuovo Sant ’Onofrio.*

Questi affreschi sono databili tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo.
Accanto agli affreschi, la facciata è ricca di richiami alla tradizione cristiana: ne sono un esempio i numerosi graffiti, raffiguranti perlopiù uccelli in uno stile molto primitivo ed essenziale.
All’interno del vano principale si trova un altare completamente affrescato sia nella parte inferiore che superiore.
Degno di nota è soprattutto il ciclo di affreschi, dedicato a Sant’Onofrio, presente sulla spalliera e databile agli inizi del XVII secolo.

Qui troviamo, al centro l’immagine del Santo nella sua tipica iconografia e accanto ad esso otto riquadri con scene della sua vita.
Questa tipologia di rappresentazione deriva dalla pala d’altare francescana, diffusa in Italia Centrale a partire dal XIII secolo.
Le storie del ciclo si rifanno, seppur in modo assai sintetico, al ben più noto ciclo di affreschi presenti nel Chiostro del convento di Sant’Onofrio al Gianicolo a Roma, realizzato in occasione del Giubileo del 1600.
Non è possibile stabilire un esatta cronologia per quanto riguarda i primi insediamenti del sito ma non è da escludere una prima frequentazione benedettina seguita, a partire dal XIII-XIV secolo, da quella francescana.
A supporto della presenza francescana vi è una leggenda popolare secondo la quale San Francesco avrebbe visitato il sito in occasione dei suoi pellegrinaggi a Montecassino.

La presenza di Francesco in Valle di Comino è comprovata dal convento francescano di Vicalvi, dove si conservano alcune importanti reliquie del Santo.

testo a cura di Luca Di Cocco

 

 

 

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