Castro dei Volsci, ritrovamento delle vittime della Peste di Giustiniano

Una sensazionale scoperta archeologica è stata compiuta a Castro dei Volsci. Dall’analisi delle tombe risalenti al VI sec d.C., nello straordinario sito archeologico di Castro, risalente all’epoca paleocristiana, appaiono con assoluta evidenza gli effetti della terribile "Peste di Giustiniano" che si abbattè su tutto il Mediterraneo ai tempi del famoso imperatore d’Oriente. Gli studi effettuati su alcuni dei ritrovamenti di qualche anno fa hanno rivelato particolari importantissimi: anche le comunità altomedievali nella Valle del Sacco, all’epoca alla frontiera con i domini longobardi e bizantini, risentirono del flagello dell’epidemia della peste. Le analisi dimostrano che la peste, in queste zone, ci fu davvero. Nel nuovo numero di marzo-aprile del mensile "Archeologia Viva", si spiega come la peste fosse veicolata dai ratti, che potevano arrivare anche da lontano a bordo di navi e carriaggi, e dai ratti fosse trasmessa all’uomo tramite le pulci o altri parassiti. In ciascuna tomba era stipato un numero sorprendente di defunti, in alcuni casi anche venti persone tra adulti e bambini. I corpi ritrovati presentavano un incastro perfetto, una disposizione studiata per risparmiare quanto più spazio possibile. I primi corpi erano deposti seduti con le ginocchia flesse al petto nei quattro lati della tomba, mentre un altro era sdraiato supino direttamente a contatto col terreno e sopra di essi venivano collocati altri corpi. I bambini erano adagiati all’altezza del petto degli adulti, in verticale i più piccoli, in orizzontale i più grandi. In questo modo la struttura dello scheletro si è conservata inalterata anche dopo la decomposizione dei tessuti molli. Nel VI secolo, le ondate di peste furono in tutto cinque e colpirono a più riprese l’Italia decimando una popolazione già provata da decenni di guerre e carestie. 

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