La Chiesa di Portadini ad Alatri e il culto della Immagine miracolosa della Madonna

Chiesa dei Portadini - Alatri

La chiesa di Portadini, a sud ovest della nostra città di Alatri (Fr) , sorge a pochi passi dalla cinta esterna delle mura ciclopiche. Essa era, all’inizio, un’edicola dedicata alla Madonna, eretta sul finire del Medio Evo e tutta affrescata all’interno. Vi erano raffigurati San Domenico e San Girolamo a sinistra dell’altare, mentre sulla parete di destra c’era l’immagine della Madonna col Bambino; sopra l’altare si notava l’effige della Madonna di Loreto.
Nel 1847 la chiesina, che non era più lunga di 3 metri, fù ampliata e fornita della suppellettile da un facoltoso e pio benefattore, Anacleto Bastone, che fece costruire il campanile a vela, dove fu posta la campana da lui stesso donata.
Lo stesso benefattore, sempre a sue spese, fece incidere da un esperto incisore romano l’effige della Vergine in rame: l’incisione è custodita dalla Confraternita, eretta nel luglio 1809.

La confraternita, constatato che la chiesa era ormai incapace ad accogliere i fedeli che vi si recavano per le sacre funzioni, sopratutto nel giorno della festa, che si celebra nella IV Domenica di settembre, la fece ulteriormente allargare, con il contributo di pie persone e le offerte del popolo, fino araggiungere le attuali proporzioni: 12 metri di lunghezza, 6 metri di larghezza e 6,70 in altezza.

LA MADONNA
Il quadro, del quale si ignora l’autore, rappresenta la Madonna seduta in trono, che allatta il Bambino; la sua veste è rossa, il manto turchino. Si crede che l’artista abbia copiato l’effige da una simile affrescata nella chiesa di Santa Maria Maddalena, che si incontra sulla strada statale 155 che conduce a Frosinone, a circa 4 Km. da Alatri. La tela (in. 1.38×0.90) incollata ad una resistente tavola di castagno, racchiusa in una cornice dorata con fregi larga 10 cm è custodita dietro una grande lastra di cristallo. Un episodio increscioso è collegato alla Madonna di Portadini. Ecco come esso viene riportato nel volume del can. Don Antonio De Cesaris “Cenni storici popolari di Maria Santissima di Portadini” – Tip. Strambi 1920.-

« Ora avvenne che nel Maggio del 1619 giuocando a bocce nella piazzetta innanzi all’edicola, alcuni giovinastri, uno di essi accecato dall’ira, perchè rimasto sempre perditore, non sapendo con chi prendersela (ecco perché taluni diventano furibondi nel giuoco) raccolse un sasso e lo scagliò bestemmiando sulla faccia dela Madonna, quale vedesi oggi giorno nel quadro. Iddio non lasciò impunita questa gravissima irriverenza verso la madre sua, poichè, immediatamente, si gonfiò la guancia, quasi che ne avesse colpito la carne, e castigò di morte repentina quello sciagurato, il quale, non potendo essere sepolto in chiesa, fù sotterrato in un’insenatura delle mura ciclopiche, a 75 passi da chi esce dalla chiesa per tornare a Porta San Francesco. Sul loculo vi è incisa una croce equilatera, e, in epoca posteriore, un’altra croce meglio scolpita a memoria del triste avvenimento.

Il primo miracolo ci vien indicato fra varie notizie storiche (quasi per non perdere la ricordanza) dal Notaio Marcantonio Scascia (an. 1611-1614 nell’Archivio Notarile di Alatri: “Di maggio 1619 se gonfiò lo Ciglio detto della Madonna de Resuresse a Portadini”. Questa notizia ha la sua conferma nella costante tradizione popolare, che ha tramandatodi generazione in generazione la memoria del fatto prodigioso, aggiungendovi, quasi a raparazione del sacrilegio, un aumento dì culto e di amore alla miracolosa immagine di Portadini».

LA CONFRATERNITA
Ad accrescere il culto di Maria S.S.ma di Portadini, fu eretta canonicamente addì 30 Luglio 1809 la Confraternita detta della Madonna della Resurrezione; che comprende devoti d’arabo i sessi, ed aggregata alla Prima Primaria del Colleggio Romano il 24 gennaio 1813, onde essere arricchita di moltissime Indulgenze e privilegi.

(Testo a cura del Comune di Alatri)

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