Polentate di S. Antonio in Ciociaria

La domenica più vicina al 17 gennaio, in occasione dei festeggiamenti in onore di Sant’ Antonio Abate, in alcuni comuni della Ciociaria come Torrice, Morolo e Supino e Arpino si svolge la tradizionale “polentata”. Per l’occasione tutti i presenti potranno degustare questo piatto molto antico legato all’evoluzione dell’uomo, prodotto con farina di mais e condito generalmente con sugo di salsiccia o spuntature di maiale.

Informazioni utili

Dove si fa: Morolo, Supino, Torrice, Arpino
Data: domenica più vicina al 17 Gennaio

Che Cosa è

A Morolo il programma prevede, in piazza Ernesto Biondi, la degustazione della polenta con sugo di salsicce e spuntature accompagnata da buon vino rosso e da canti e balli popolari. Un mercatino artigianale arricchisce la piazza principale e, al termine della degustazione si tiene la corsa degli asini per il Palio della Fontana.

A Supino l’appuntamento è presso il piazzale antistante la chiesa di San  Nicola, dove dalle ore 10 si inizia ad impastare la polenta che viene gustata, servita con sugo e salsiccia, dopo la benedizione delle ore 12.

A Torrice la “Sagra della Polenta” si svolge in località Sant’Antonio a partire dalle ore 17. La polenta viene distribuita insieme alle pizze fritte, alle salsicce e al buon vino locale nel piazzale antistante la chiesa di Sant’ Antonio.

Un po di storia

La storia della polenta è assai antica e connessa con l’evoluzione dell’uomo. Già l´uomo preistorico sicuramente si alimentava con cereali macinati grossolanamente tra due pietre e cotti in acqua bollente. Così usavano fare i babilonesi, gli assiri e gli egiziani. A testimonianza di questo fatto dei grani di mais sono stati rinvenuti in una tomba egizia a Tebe.
Nell’epoca romana la polenta era chiamata con un nome molto simile al nostro, pultem. Essa era fatta con un cereale simile al grano ma più duro, ovvero il farro che, macinato e cotto, dava una polenta molle, che veniva servita con formaggi e carni varie. Solo con la scoperta delle Americhe e quindi del mais il binomio polenta e mais divenne indissolubile fino ai giorni nostri. Il mais viene così introdotto in Europa e attorno al 1525 già è coltivato nella penisola iberica per opera di agricoltori di origine araba che lo usavano come mangime per gli animali. Dal Golfo di Biscaglia, il mais si diffonde nel XVII secolo in tutta Europa, anche per la spinta che viene dai coloni americani, e si espande lungo una fascia precisa, attraverso la Spagna, la Francia, l’Italia, i Paesi attraversati dal Danubio, l’Ucraina, fino al Caucaso. Più a nord, il clima era troppo freddo, più a sud troppo secco. La preparazione è ovunque la stessa: si fa cuocere la farina gialla in acqua o brodo, vi si aggiunge, alla fine, burro, latte, formaggio, sughi e carne. 

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