Anagni, il Palio

Il Palio di S. Magno, sancito da un voto solenne dell’877, si è sempre svolto ad agosto in occasione delle feste dell’Assunta e del Santo Patrono. Era articolato in più gare, con asini, tori o cavalli. In una di queste, i cavalieri dovevano cimentarsi con una gara di destrezza, in una corsa per impossessarsi della bandiera del Comune issata in alto. Queste gare si svolgevano, nelle adiacenze del Palazzo Comunale. Notizie più certe sul Palio si hanno a partire dal ‘500; nell’archivio comunale sono conservati i documenti che attestano il pagamento ed il nome degli artisti chiamati a confezionare il Palio, oltre alla qualità delle stoffe, sempre preziose. Nel ‘300 i cavalieri locali, 120 circa, erano obbligati per statuto a partecipare al Carnevale, alle giostre e tornei del Testaccio indetti dal Senato Romano e, prima di partire, erano passati inrivista dal Podestà e dagli uffici in capite. In un documento si narra che il 3 settembre 1332, in una grande giostra di tori, al Colosseo, riccamente addobbato con palchi e arazzi, il sesto giostratore chiamato ad esibirsi, fu la’anagnino Savelli, vestito di giallo col motto al cimiero "ognun si guardi da pazzia d’amore". La cronaca prosegue narrando che i cavalieri entrarono nell’arena senza corazza, armati di lancia e spada ed ognuno si azzuffò con un toro; non sappiamo che fine fece il nostro, ma in quel torneo caddero 18 nobili. 

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