Anagni, la corsa dell’anello

La corsa dell’anello, che si svolge in occasione della Festa di S. Magno, patrono di Anagni, richiama la tradizione medievale, che vedeva protagoniste le contrade. Si inizia con sfilate di costumi storici, evocative anche di personaggi che hanno fatto la storia e fortemente caratterizzato il loro tempo. Le sfilate si susseguono per vari giorni, coinvolgendo, rione per rione, tutta la città, fino a toccare il culmine nel giorno dedicato alla Corsa all’anello, quando tutte le contrade, rappresentate da oltre 400 figuranti, sfileranno insieme, precedute dal rullare festoso dei tamburi, dagli squilli di trombe e dal sincronismo virtuoso dei lanci delle bandiere degli Sbandieratori. Il corteo, partendo da Porta Cerere, sfilerà per il corso della città, arrestandosi nella suggestiva piazza Innocenzo III, davanti alla romanica Cattedrale di S. Maria e di lato al Palazzo Papale, dove la tradizione vuole che si sia svolto il famoso "schiaffo di Anagni".

Il corteo prenderà posto nella piazza e inizierà la tenzone: la Corsa all’anello. Nella storica piazza i cavalieri, uno per ogni contrada, si affronteranno in una corsa veloce e misurata nel centrare, con una lunga lancia, un anello posto in mano ad una sagoma che riproduce un saraceno. Gli anelli sono sette, sempre più piccoli e dovranno essere centrati, uno alla volta, con la lancia, pena l’sclusione dalla gara. I cavalli sono veloci e scattanti, sono stati sottoposti a mesi di allenamento e preparazione per riuscire nell’intento che li accomuna al loro cavaliere: a velocità sostenuta dovranno riuscire a strappare al saraceno il suo anello. La gara risulta sempre avvincente, ha fascino e suspence quando nella corsa, anche la piazza trattiene il respiro, la folla numerosa segue con passione, sostiene con calore il cavaliere che rappresenta la propria contrada, rumoreggia delusa quando uno di essi fallisce il bersaglio, finendo escluso dalla finale, come annuncia lo speaker. Il tifo risulta contagioso per tutti, ogni anno sempre più numerosi turisti accorrono per assistervi finendo coinvolti, loro malgrado, nella sfida e poi via fino al giro trionfante del vincitore esultante, con la sua dama e il Palio che innalza fiero, sulla stessa piazza che ha visto la gara, mentre intorno si scatenano applausi, ovazioni ed acclamazioni dei contradaioli vincenti.
Il Palio, rinnovato ogni anno, è il premio ambito da ogni contrada oltre che per il valore simbolico, anche per l’opera dipinta da un valido artista. Sarà portato dal cavaliere alla sua contrada, custodito nella parrocchia, la sua sede storica e si aggiungerà agli altri già vinti negli anni precedenti. Nella contrada raccolta sul sagrato della sua chiesa, la sera si festeggerà tutti insieme fino a tardi e il giorno dopo si comincerà a pensare e ad organizzarsi per il prossimo anno e il prossimo Palio. E la tradizione continua!

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